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martedì 30 settembre 2014

Il risveglio



Il momento del risveglio può essere lungo e piacevole, quando i decenni di vita trascorsi sono parecchi e non ci si deve più alzare in fretta per andare a scuola o al lavoro. Non è solo un limbo fra il sonno e la veglia, ma anche fra il presente e il passato. Piuttosto latitante è, invece, il futuro, comprensibilmente.
Quali siano gli stimoli che durante il risveglio richiamano eventi, circostanze, abitudini del passato è difficile da dire, quanto lo è immaginare la causa dei sogni, sempreché non si creda alle premonizioni che fecero la fortuna di Giuseppe presso il Faraone o alle interpretazioni di Freud e compagni, in tempi moderni.
Personalmente non ho temi ricorrenti che si ripetono ossessivamente, come nel film Marnie di Alfred Hitchcok, ma qualche atmosfera preferita, che si riaffaccia alla memoria durante il risveglio più spesso di altre, sicuramente c'è.
Questa mattina, ad esempio, ripensavo ai viaggi in treno del primo giorno di vacanza, per raggiungere da Roma -la città della scuola- la vecchia grande casa di famiglia a Carpi -la casa delle vacanze-. Là mi attendeva un'accoglienza affettuosa, ma non oppressiva, la bicicletta, il tavolo da ping-pong in cortile e una banda di compagni con cui giocare in strada o nelle vicine campagne.
"Il viaggio verso la libertà" durava cinque ore e mezza o sei e si svolgeva su di un elettrotreno con vagoni a scompartimenti chiusi da Roma a Modena: il cosiddetto direttissimo Roma-Milano e, dopo una sosta a Modena, terminava con un breve percorso di mezz'ora fino a Carpi.

locomotiva

Normalmente, questo ultimo tratto era servito da una "littorina": una modestissima motrice diesel dal colore deprimente e con un anacronistico nomignolo fascista. Qualche volta però, imprevedibilmente, i pochi vagoni con sedili di legno del treno per Carpi-Suzzara-Mantova erano trascinati da un'autentica locomotiva nera a vapore: una meraviglia agli occhi di un bambino come me.
Non la si poteva leccare con profitto e, pertanto, non appagava il gusto, ma accontentava tutti gli altri sensi. Era bellissima da vedere, sbuffava fuoco e fiamme come un drago, faceva un rumore cadenzato e ritmico come un grosso cuore di mamma e sprigionava un elettrizzante profumo di fumo, fuliggine e vapore, mescolati sapientemente come nessun "naso" di Grasse saprebbe inventare.
Credo che la nera vaporiera sia una delle componenti essenziali del piacevole, ricorrente risveglio intitolato "Primo giorno di vacanza"

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