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sabato 5 aprile 2014

Mantra



  • Mantra, ti piace come parola?
  • È corta, con la giusta proporzione di vocali, ben intervallate. Non ha aspirate né vocali bastarde che costringano la bocca a movimenti strani. Direi che va bene, insomma. Hai intenzione di usarla spesso?
  • Ci stavo pensando, ma non ho ancora deciso; non vorrei fare il mantra più lungo della gamba.
  • E come pensavi di adoperarla? così nuda e cruda, invece del solito "cazzo", ormai sulla bocca di tutti, o a sorpresa all’interno di un discorso lungo, come un gheriglio di noce in mezzo all’insalata?
  • All’inizio, potrei provare ad usarla in pubblico e poi decidere in base alle reazioni. Un approccio graduale: in mantra stat virus.
  • Virtus, vorrai dire.
  • Sarebbe meglio, ma mi sono adattato: tanto se dico virtus il mio correttore automatico me lo sostituisce a tradimento con virus. O non sa una mantra di latino o ha la vocazione dell’untore. In tutti i modi, meglio non sottilizzare, ti sembra?
  • Naturale. Ma, tornando a noi, vorresti cominciare piano, piano, un mantra alla volta; fammi un esempio, però, per farmi capire meglio.
  • Be’ potrei entrare in un bar e dire, così a mezza voce mentre aspetto il caffè, "Mantra, che bel freschetto che è venuto, oggi" e vedere che mantra fanno.
  • Ah, ho capito. Se ti rispondono senza batter mantra che invece ieri si stava meglio, potresti azzardare un: "Proprio, c’era un sole della mantra e neanche un filo di nebbia."
  • Ecco, poi potrei ordinare un sandwich al prosciutto e formaggio, senza mantra.
  • Questo è già più azzardoso: metti che li abbiano già preparati tutti con la mantra spalmata d’ufficio sul pane, come faresti? Ti toccherebbe restare  senza panino.
  • Non c’è mantra senza spine, caro mio. Lo mangerei così com’è, tanto più che non mi dispiace la mantra con il prosciutto. Naturalmente dev’essere fresca di giornata.
  • Comunque sarebbe un rischio minimo, perché a quell’ora è quasi impossibile che abbiano finito tutti i panini senza mantra, ti sembra?
  • Dico anch’io. Che mantra di bar sarebbe; anche se è vero che oggi incontra molto, perfino con il caviale ghiacciato, scommetto. A me non piace, però, ha quella puzza di pesce…
  • Chi, la mantra?
  • No, il caviale. Sulla mantra niente da dire, specialmente quella giapponese cruda.
  • Paese che vai mantra che trovi. Altroché la manna: ha sempre avuto un giro d’affari ristretto ed è sparita dal mercato fin dai tempi biblici. Invece la mantra… ti rendi conto che fino a qualche tempo fa non sapevamo cosa farcene e adesso sembra che non si possa farne a meno neanche un minuto. Cosa vuol dire l’abitudine.
  • Verissimo, non c’è niente che induca di più all’assuefazione dell’abitudine. Come per i telefonini e più piccoli sono, più la gente si accanisce a volerli, arriveranno a inserirli nell’otturazione di un dente del giudizio, così almeno serviranno a qualche cosa, ‘sti dinosauri dentari.
  • Hai sentito che adesso li fanno di mantra lucida, più duri dei coltelli di ceramica giapponesi?
  • I telefonini?
  • No i denti.
  • Ah, esiste anche il tipo lucido, credevo che fosso solo opaca o, al massimo, setosa.
  • Sì, fino a qualche tempo fa era così, ma ho sentito che c’è già un tipo sperimentale trasparente. Mantra purissima, allo stato cristallino, senza polimeri aggiunti. Pensano di usarla per protesi oculari attive. Conterrebbe una rete neuronale completa in grado di mandare direttamente degl’impulsi fotoelettrici belli chiari al nervo ottico e dopo è fatta: a sviluppare la foto ci pensa il cervello in un lampo.
  • Fantastico, così gli orbi potranno mettere via i bastoncini bianchi e farsi ammazzare anche loro nel traffico come tutti noi altri cristiani.
  • La mantra è uguale per tutti, se dio vuole.
  • Nel campo della fototrasmissione avevo sentito solo parlare di applicazioni da discoteca. Da quello che leggevo, sembra che, all’ora giusta polarizzino la mantra in sala perché emetta radiazioni ad una frequenza che fa venir voglia ai ragazzi di andare a casa.
  • Grande! Ma senza addormentarli, immagino.
  • Si capisce, sono già abbastanza fuori per loro conto. È un’applicazione ecologica, reversibile e a costo contenibile o sostenibile, secondo i casi. Sarebbe come il caldo che ti fa venir voglia di fare la doccia: alla fine sei più fresco, più pulito e più contento di prima. Mantra benefica, senza radicali liberi, senza radiazioni ad alta frequenza… niente di niente. Li chiamano dissuasori di stanchezza. Hai mai sentito parlarne?
  • Mai.
  • Be’, se ti capita, adesso sai che con tutto il nome pomposo che gli hanno affibbiato, non sono altro che comune mantra polarizzata.
  • Di mantra in meglio, allora.
  • Tu l’hai detto, finché c’è mantra c’è speranza.


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