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martedì 4 febbraio 2014

Il museo del patrimonio industriale di Bologna

Domenica 2 febbraio siamo andati a visitare per la prima volta il museo del patrimonio industriale di Bologna. Ci sarebbe piaciuto accompagnare alla visita anche nostro nipotino Alessandro ma il destino non volle così, come dice la canzone.
Il museo è stato realizzato dal Comune nella vecchia sede della fornace Galotti dove si trovava un forno Hoffmann a fuoco continuo...
forno hoffmann
che ora ospita in modo molto suggestivo varie macchine e attrezzature industriali e, al suo esterno, una collezione di campioni di manufatti ornamentali in terracotta che produceva la fornace e sono tuttora ben visibili sulle facciate di diversi palazzi bolognesi del centro della città.
terre cotte
In questi giorni, è presente una collezione di giocattoli della ditta Giordani, generalmente in buono stato di conservazione. Forse le più divertenti sono alcune macchinine a pedali di varia foggia ed epoca.
giocattoli Giordani
triciclo
Naturalmente, però, la parte più interessante è costituita dalle poderose attrezzature per filare la seta, quando la forza motrice di questi imponenti macchinari era l'acqua, sapientemente canalizzata in modo da spingere con sufficiente potenza e velocità i numerosi mulini delle fabbriche tessili.

In questi opifici si produceva il filato di seta, ricavato da allevamenti locali di bachi, con il quale si tesseva, prevalentemente, il famoso velo di seta bolognese come si vede bene nel ritratto che Guido Reni fece a sua Madre.
Guido Reni madre

Un bel documentario all'ingresso del secondo piano illustra con chiarezza la grande importanza della rete di canali che doveva caratterizzare la fisionomia di Bologna, prima che l'energia elettrica soppiantasse completamente quella idrica come forza motrice dell'industria bolognese, e non solo.
I numerosi canali che solcavano la città a cielo aperto, ricavavano l'acqua dai fiumi Savena e Reno e si prestavano a diverse altre attività, la più importante delle quali era quella dei trasporti fluviali. Proprio i canali permettevano alle merci bolognesi di raggiungere, attraverso il Po, Venezia, e di lì, il vicino oriente che si affaccia sul Mediterraneo.
Molto interessanti sono anche le macchine che rappresentano gli antenati di quelle impressionanti diavolerie automatiche per la confezione e l'impacchettamento di qualsiasi tipo di merce che hanno fatto di Bologna la capitale mondiale del "packeging".
Commovente la prima "tortellinatrice".
Interessanti anche alcuni vecchi esemplarii dell'industria motoristica bolognese (Osca,Minarelli, Ducati...) le preziose penne Omas e molto altro. Qui sotto una Osca 1600
osca 1600

È stata una visita molto gradevole, oltre le attese.

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