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lunedì 10 marzo 2008

C'ero anch'io: i flash mob

lun. 07 luglio 2003 C'ero anch'io: i flash mob

La partecipazione (insensata?) ad un evento convocato al volo via e-mail che ha già trovato un nome: "flash mob" sta cominciando a diffondersi in diverse grandi città. Riferimenti all'argomento sono già numerosi cercando semplicemente "flash mob" con google.
Eventi riportati sono, ad esempio, un raduno nella lobby di un grande albergo nuovayorchese per un applauso collettivo di alcune centinaia di persone sconosciute fra loro, convenute sul luogo e poi sparite subito dopo il breve evento.

Ecco la convocazione dell'evento:
"If you are reading this, we have decided to change venues.
(1) By 7:02, walk out to 42nd St. and look for the main entrance to the Grand Hyatt. Enter and take the escalator up one flight to the main lobby. Loiter until 7:07.
(2) At 7:07, start taking the escalator and elevators up one floor, to the wraparound railing overlooking the lobby. Stand around it, looking down. Fan out to cover as much of the railing as possible. If asked why you are there, point down to the lobby and say, "Look."
(3) At 7:12, begin applauding. Applaud for fifteen seconds, then disperse in an orderly fashion,
(Note: the exit on that floor is not a pedestrian exit.)"

Allo stesso modo in duecento si sono ritrovati a chiedere informazioni sullo stesso costoso tappeto in un grande magazzino di NY (foto a destra). Naturalmente nessuno l'ha comprato; hanno semplicemente provocato notevole imbarazzo ai commessi. Analogamente, centinaia di giovani, vestiti come i personaggi di Matrix, sono apparsi, e dopo poco, scomparsi, in alcune strade della città e nella metropolitana di Osaka.

vukkumprà?Che lettura dare del fenomeno imparentato con le "performances" alle quali già da decenni si può assistere in gallerie d'arte o esposizioni come la Biennale di Venezia?
Sintetizzando al massimo, mi sembra si tratti principalmente di pura voglia di giocare ad un gioco nuovo che non richiede particolari abilità o allenamento e che impegna molto brevemente ed episodicamente. Oltre a questo, è presente anche la stessa compulsiva voglia di protagonismo marginale che costringe la gente inquadrata dalla telecamera ad agitarsi, sorridere, salutare con la manina. Non ultima, forse, c'è la curiosità di verificare quanti saranno a prendere parte ad un gioco fra sconosciuti che fonda il suo successo proprio sul numero dei partecipanti. Poter dire, poi, "C'ero anch'io" quando giornali e la tv ne parleranno è un ulteriore spinta a partecipare.
Al contrario delle processioni o delle manifestazioni sindacali e politiche, i flash mob non sono sostenuti da una religione o ideologia o motivo utilitario. Non c'è speranza di ricavarne una briciola di paradiso o 10 centesimi di salario in più . Sono un gesto totalmente libero, gratuito e, apparentemente, senza conseguenze, ma, a mio parere, sarebbe sbagliato definirli "stupidi" per queste ragioni.
Finché conserveranno la loro "innocenza", lunga vita ai flash mob; la prossima volta vengo anch'io (no, tu no. Perché no?)



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) lun. 07 luglio 2003 Invia un commento all'autore
"Hac re videre nostra mala non possumus; // alii simul delinquunt, censores sumus." (*)

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