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martedì 11 marzo 2008

Rusco & Busco

mer. 04 giugno 2003 Rusco & Busco

In principio era la scopa . Il suo regno sembrava solido, quasi imperituro, ma come tanti altri gloriosi attrezzi millenari ha subito, in tempi recenti, un attacco violento, quasi mortale da parte di più complicati e fragili marchingegni avidi di energia elettrica o di altro tipo, bisognosi di manutenzione, costosi sia in partenza sia durante l'esercizio delle loro nobili funzioni.

Il vacuum cleaner complicato, rumoroso e ingombrante, prosaicamente ribattezzato da noi in aspirapolvere, ha inizialmente affiancato con discrezione la scopa domestica che, tuttavia, si difende ancora abbastanza bene, aggiornandosi e trasformandosi con soprassalti di civetteria formale e una conversione dalla saggina e dal legno a materiali sintetici, sia nella parte scopante, sia nel manico.

Un assalto più grave al tradizionale ruolo occupato nelle case dall'attrezzo manuale è stato portato di recente dalle scope elettriche che non ne usurpano soltanto il nome, ma anche la forma allungata con pretese di maneggevolezza, ma le sorprese maggior si vedono per la strada.

Da qualche tempo, lungo il mio abituale percorso motociclistico del mattino, devo guardarmi da insoliti mucchietti disordinati di polvere, foglie e altri piccoli detriti diffusi irregolarmente nel bel mezzo dei vialetti tranquilli e solitamente ordinati che mi portano da casa al centro.

Polvere negli occhi e sporcizia fino al centro della strada. Come mai? Il mistero mi si è completamente svelato un fortunata mattina quando ho colto in flagrante l'autore del disordine: un operatore ecologico, patentato e vistosamente tegumentato di casacca catarifrangente, che con un fragoroso marchingegno scova e spara vorticosamente verso il centro della strada la polvere che se ne stava tranquillamente rintanata lungo i bordi.

old style broomNon la raccoglie silenziosamente in un bidone, come faceva il tramontato spazzino comunale con la sua scopa obsoleta, ma la sparpaglia festosamente e fragorosamente ovunque, spesso aiutato dalla brezza naturale, molto più silenziosa, ma anche più efficace del modesto soffione a scoppio d'ordinanza.

Incredulo che tanto dissennato scempio fosse la nuova procedura per la normale pulizia delle strade ho indagato con tutta la sagacia e la tenacia che un mistero del genere postulava, finché non sono arrivato a capo del busillis. Lo spargitore di pattume non è uno squilibrato, ancorché regolarmente pagato e fornito di insegne e casacca che lo proteggono dagli spontanei sberleffi e insulti dei cittadini, ma il facilitatore dell'azione di pulizia che dovrebbe essere svolta da un apposita, costosissima, " spazzatrice "su quattro ruote e tre spazzole rotanti. Il veicolo ripulitore dovrebbe seguire immediatamente l'uomo spargitore e fagocitare nel suo capiente ventre meccanico la polvere e le foglie dei vialetti collinari dove vivo, insieme ad altri perplessi concittadini. Questa sarebbe, grossolanamente la procedura elementare, tuttavia, per evitare che una pulizia troppo perfetta e completa abbia luogo alla prima passata, lasciando colpevolmente inoperosa la costosa attrezzatura, hanno studiato e perfezionato una procedura più raffinata che consiste, basilarmente, nel lasciare trascorrere un intervallo di tempo fra lo spargimento del pattume e la sua raccolta .

spazzatricePerché la faccenda funzioni a dovere, l'intervallo deve essere sufficientemente lungo da permettere alla brezza naturale ed a quella, ancora più efficace, delle auto di passaggio, di riposizionare il pattume ai bordi dei marciapiedi dove si trovava, prima della rumorosa azione perturbante del soffiatore a scoppio.

L'equilibrio ecologico ed il posto di lavoro di valenti operatori risultano, così, stabilmente tutelati nel tempo, nonostante sia stato versato il doveroso tributo alla modernizzazione che un Comune serio e avanzato deve pur pagare.
Non è solo polvere negli occhi, insomma.



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) mer. 04 giugno 2003 Invia un commento all'autore
"Hac re videre nostra mala non possumus; // alii simul delinquunt, censores sumus." (*)

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