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27 febbraio 2023

IL CAPRIOLO

 


La presenza per le vie della capitale
Di cinghiali и considerato quasi normale
Ma nel centro di Bologna un capriolo solitario
Per ora rimane un evento straordinario
Forse anche a questo ci dovremo abituare

03 luglio 2021

Macchie di silenzio

 

piazza Santo Stefano - Bologna

Grandi macchie di silenzio si allargavano
Come onde d'aria nella piazza pulsavano
Contendevano al vuoto del meriggio assolato
Ogni pietra sbiancata dello scabro selciato
Ogni residuo sussulto di vita era cancellato

16 luglio 2020

Rivoluzione digitale


Il supercomputer Marconi al CINECA di Bologna

La carta è una invenzione giunta dall'oriente 
Che ha stravolto la vita in tutto l'occidente 
Nella cultura nel commercio e nell'amministrazione 
Ho portato un'autentica irreversibile rivoluzione 
Ma quella digitale sembra altrettanto stravolgente

05 maggio 2020

Lockdown

Bologna deserta durante la pandemia 2020

Nella strada deserta un sospetto insistente
Gli era entrato dall'orecchio nella mente
Alle sue spalle sentiva passi ovattati
Come se non volessero essere ascoltati
Una filippina a distanza rincasava lentamente

25 aprile 2020

Verso sera

Bologna

Da ragazzo al tramonto o poco prima
Prendevo la moto e andavo in collina
Accendevo la pipa e guardavo da lontano
Il tramonto spegnersi sul formicolio umano
E una dolce malinconia mi prendeva per mano

19 gennaio 2020

Tempi duri

Bologna - piazza della ;Mercanzia bombardata

Quando andavo alle scuole elementari
Erano finiti i bombardamenti e gli spari
Ma erano fresche le scritte sui muri
Che indicavano ancora i rifugi oscuri
Non erano certo finiti i tempi duri


09 gennaio 2020

Calanchi

Calanchi a Pieve del Pino - Bologna

I calanchi delle colline bolognesi
Sono asperità con pareti scoscese
Nell'insieme sono un paesaggio suggestivo
Che rivaleggia con quello boschivo
Con impervie e inattese salite e discese


08 gennaio 2020

Enigma

Che sia un divano o una scultura
È difficile sciogliere la congettura
Si trova al centro di una galleria
C'è chi lo guarda solo e tira via
E chi si ferma per capire cosa sia

Divano-scultura nella galleria Cavour di Bologna

18 novembre 2019

Il grande raduno

Flash mob delle ‘SARDINE’ in piazza maggiore a Bologna – 14 novembre 2019


Tutti in piazza al grande raduno
Tutti presenti non manchi nessuno
Per ascoltare il grande oratore
Uno di noi un fratello maggiore
Che ci prospetti un futuro migliore

18 settembre 2019

Il fenomeno

Piazza Maggiore a Bologna

Con un gigantesco esoscheletro circolare
Era fatto e sputato per il fondo del mare
Ma il destino lo catapultò in via Fondazza
Non lontano dal centro della grande piazza
Dove faceva il fenomeno per farsi ammirare

14 luglio 2019

Al sulfaner

Al sulfaner



E' appena passato davanti al cancello del giardino della casa al mare un venditore di materassi con il suo furgoncino vociferante, ormai una vera rarità.
A cosa sia dovuta la quasi totale scomparsa della pubblicità vocale itinerante credo sia difficile da dire in due parole. Resta il fatto che ormai sentire passare auto attrezzate con altoparlanti che reclamizzano una prodotto o un evento o un luogo di ritrovo è ormai una autentica rarità anche in posti di mare dove la gente si rifugia d'estate per sfuggire la calura delle città ormai tropicalizzate e soffocate dal traffico.
Ricordo che da bambino, nell'immediato dopoguerra quando nella città semidistrutta si abitava, adattandosi , nelle case rimaste in piedi, la mattina venivo svegliato dal passaggio del solfanaio.
Condividevamo, in subaffitto, con due anziani fratelli, parte di un appartamento principesco che si affacciava su via Guerrazzi quasi di fronte a palazzo Carrati, sede della seicentesca Accademia Filarmonica nella quale anche il giovane Mozart ottenne nel 1770 l'ambita patente di Maestro compositore.
Io dormivo in una stanza che era stata uno studiolo dalle pareti ricoperte di damasco dorato che si affacciava sulla strada al primo piano dove i rumori del portico e della strada giungevano ben distinti.
Spesso, fra questi, arrivava il suono delle trombetta del "solfanaio" che si annunciava agli abitanti mattinieri con il suo urlo cantilenante: "Solfanaio... naio, a je al sulfaner" seguito da qualche colpo della sua corta trombetta curva di ottone. Era niente di meno dello straccivendolo di zona che raccattava tutte le cianfrusaglie di cui ci si voleva liberare pagandole non in monete ma in "sulfanen": gli zolfanelli con cui accendere il fuoco. Questi antenati dei fiammiferi da cucina, usati come moneta, erano proprio bastoncini con una capocchia di zolfo giallo e lucente. A volte il solfanaio esemplificava con ironia cosa era disposto a raccogliere: "Straz, oss, cavi" (stracci ossa, capelli) sperando in ben altro, naturalmente.


Meno frequenti erano i richiami dell'arrotino e dell'ombrellaio. In un'epoca stentata di cappotti rivoltati e di scarpe risuolate, in cui non si buttava niente. L'arrotino con una piccola mola azionata a pedali su di una bici modificata ridava lucentezza e filo a vecchie forbici, coltelli da cucina e alla preziosissima "coltellina": il lungo tranciante a punta quadrata con cui si tagliava la sfoglia, ricavandone tagliatelle, tagliatelline da brodo, quadretti, maltagliati e lasagne quadrate.
Veniva religiosamente adoperato dalla sola "resdora" e solo per questo scopo; spesso era custodito in una fodera su misura cucita in casa e noi bambini non dovevamo neanche guardarla.



Meno tecnologica era l'attrezzatura dell'ombrellaio a cui bastava un angolo di portico dove appoggiare i sui modesti attrezzi con cui sostituiva le stecche, il manico o rappezzava la cupola di vecchi ombrelli invalidi che colpi di vento o un uso eccessivo e malaccorto avevano reso inutilizzabili.


Il ciabattino itinerante, invece, non c'era ormai più in città quando ero bambino. Resisteva solo durante la fiera di Santa Lucia, sotto i portici di Santa Maria dei Servi in forma di statuina per il presepe insieme agli altrettanto illustri scomparsi: il vasaio e la mistocchinaia con il suo fornelletto a carbone.


Decenni più tardi durante il periodo estivo quando lasciavamo, come ora, la casa di città per quella al mare ricominciava in forma diversa e molto più fastidiosa e insistente la rumba della pubblicità vociferante. I più molesti reclamizzavano spassose serate in un "piccolo bar club" dove non avrei mai messo piede se non altro per deluderne la insistente réclame diffusa con un nastro senza fine a volume assordante.
Oltre ai materassai, rari arrotini con attrezzature più moderne si facevano sentire ogni tanto di mattino, ma il più caratteristico era un pescivendolo che con voce di tomba reclamizzava il suo pesce con una strascicata cadenza comacchiese: "Pese, pese fresco, pese vivo. Ho la sogliola, la sogliola bella, la sogliola viva. Pese, pese fresco, pese vivo". Giorno dopo giorno, anno dopo anno, ripeteva lo stesso mantra senza variazioni, ma dal vivo, senza usare un banale nastro e a bassa voce, quasi un sussurro rivolto a pochi intimi.
Ora non passa più nessuno. Che sia per la pervasiva presenza di AMZON che ti scodella a casa -rapidamente e puntualmente- tutto quello che vuoi, o per altri motivi, non saprei dire. Di certo non mi strappo i capelli ripensando con nostalgia alla vociona invadente del piccolo bar club e non mi manca tanto.neppure "la sogliola bella, la sogliola viva".

06 gennaio 2017

Colonnetta liberty

Colonnetta liberty

Oggi rientrando a casa da una lunga passeggiata a piedi, con qualche sorpresa ho rilevato una colonnetta, di quelle che ospitano schede e cavi dei gestori telefonici, elegantemente ridipinta da un pittore di strada che sa il fatto suo.
Spesso, questi manufatti di ferro pitturati di grigio sono deturpati da sigle di writer da strapazzo che inquinano mezza città e di cui pare impossibile liberarsi.
Quando, invece, un vero pittore regala alla città una sua piccola opera senza pretesa, ma di ottimo gusto, è veramente una piacevole sorpresa e vale la pena di fermarsi ad ammirarla come si fa con i quadri nelle gallerie.
"Ce ne fossero!" si dice dalle nostre parti. Mi piacerebbe trovare altre opere della stessa pittrice che si firma Valeria La Corte. Chissà se ha trovato spazi accoglienti per altri suoi dipinti?
Nella mia fotografia che accompagna questo scritto c'è la colonnetta di cui sto parlando: un bell'esempio di Liberty da strada al quale darò un occhiata volentieri passandoci accanto nel rincasare.
Chi la volesse trovare sappia che è in via Siepelunga, vicina al numero 45 a Bologna.

16 dicembre 2016

Il Natale

Il Natale

Anche quest'anno sta per tornare il Natale
Non dico che in questo ci sia niente di male
Se non fosse per la finta allegria obbligata
Mentre fede speranza e carità ormai se n'è andata
Lasciandosi dietro il vuoto di una città illuminata

La mia foto riprende il portico di via Farini a Bologna durante il Natale 2009 

30 marzo 2015

Le déjeuner sur l'herbe

Ieri i bolognesi hanno festeggiato la prima domenica di primavera sparpagliandosi allegramente per i giardini Margherita, a piedi o in bici. Il tempo era bellissimo, non ancora troppo caldo e il pratone dove si giocava a polo quando ero bambino li ha accolti confortevolmente.

 
Le Déjeuner sur l'herbe


Ho scattato la foto con il telefonino alle 14 e 57 di ieri, primo giorno di ora legale del 2015.

11 febbraio 2015

Dama di compagnia






... Nettuno, ma cosa hai detto alla bellagioia per stupirla tanto? o le è bastato guardarti?

Ho scattato la foto con il telefonino alle 17 e 09 di oggi

10 febbraio 2015

Nettuno sorge dalla neve


mar 10 febbraio 2015  
Netuno neve

Anche quest'anno a Bologna la nevicata più abbondante è venuta in febbraio
Ho scattato la foto con il telefonino alle 14 e 20 di oggi

18 novembre 2014

FACTOTUM

dissuasoreIn via Clavature, nel quadrilatero romano che ospita il mercato vecchio, si trova una robusta colonnetta di metallo capace di scomparire a comando nella pavimentazione di porfido. Lo scopo del marchingegno chiamato "dissuasore mobile" è quello di impedire, quando sporge dal terreno, il transito degli autoveicoli comuni del popolo di dio, pur consentendolo ai pochi privilegiati che ne abbiano dimostrato la necessità o la pubblica utilità.
Di solito si tratta dei furgoni commerciali destinati al rifornimento dei negozi e dei banchi della zona che, con un'apposita tessera, persuadono il dissuasore a sparire momentaneamente sotto terra per lasciarli passare.
Al loro primo apparire, le colonnette a scomparsa destarono una certa curiosità non solo nei bambini e c'era sempre qualche spettatore che assisteva alla sparizione e ricomparsa del cilindro di acciaio con lucette sfolgoranti. 
Dopo anni di servizio, il dissuasore si è ormai guadagnato l'indifferenza generale e anche la mia, ma oggi per la prima volta ho notato una piccola etichetta in fondo al cartello segnaletico di pericolo. C'è sempre stata? o è una recente aggiunta?
La natura della scritta latino-americana "FUCKTOTUM", cioè "FOTTITUTTO" fa pensare ad uno scherzo, ma chi può dirlo (kilpoldir?)? Che sia un incitamento multilinguistico nelle due lingue universali del presente e del passato alla distruzione del tutto?
Uno sberleffo irriverente ad una nuova fastidiosa trovata tecnologica, che sfrutta l'omofonia con il comune termine FACTOTUM, o altro ancora?
Se qualche cortese lettore conosce la spiegazione del piccolo enigma me lo scriva PLEASEQUAESO.
Indagate fratres.


09 ottobre 2014

Se non a Bologna... dove?



"Se non a Bologna... dove?
Anche in questo fine-settimana il centro di Bologna si è popolato delle ormai abituali pagodine bianche. Questa volta sono piene di mortadelle e sono disposte a schiera lungo il "crescentone" di piazza Maggiore e sotto lo sguardo incuriosito del Nettuno, stanco di pesce-sempre-pesce.

fiera della mortadella

E' in corso, infatti, MORTADELLABO', una specie di sagra dell'insaccato rosa, celebre nel mondo e per questo anche malamente imitato e contraffatto. Al simpatico motto: "chi la fa l'affetti" i produttori della vera mortadella di Bologna, protetta dal marchio europeo IGP (indicazione geografica protetta) offrono all'assaggio e all'acquisto il loro prodotto pregiato in un'atmosfera festosa e paesana. Non mancano vino e piadine, naturalmente, abituali compagni di baldoria delle profumate fette lardellate.
Se non si fosse capito bene, a me piace la mortadella e, pensandoci bene, non conosco nessuno a cui non piaccia, a memoria d'uomo.

03 ottobre 2014

Chiuso per preghiera



Oggi, venerdì, giorno feriale di mercato in piazzola per i bolognesi, festivo per i pachistani e assolutamente indifferente per i cinesi, abbiamo trovato parcheggio alla Bolognina verso l'una di fronte ad un fruttivendolo stranamente chiuso.
Il vecchio quartiere della Bolognina, costruito a Nord dei binari della stazione centrale, era noto come quartiere dei ferrovieri e dei cinesi, presenti già da molto tempo con le loro attività commerciali e manifatturiere. Oggi la situazione è cambiata e la zona si è popolata di altre etnie, un tempo del tutto sconosciute e assenti. Fra queste ci sono i pachistani che, da musulmani ferventi, conducono negozi di frutta o piccole botteghe generiche di alimentari, ma niente carne, meno che mai quella di maiale, centrale, invece, nell'alimentazione tradizionale emiliana.
Queste botteghe sono sempre aperte, stando ai cartelli esposti che dichiarano spesso degli orari impensabili qui da noi: tutti i giorni dalle 8 alle 23, domeniche comprese, ma è meglio non contarci troppo.
Volendo comprare un grappolo d'uva o il latte dimenticato nel fare la spesa generale, mi sono ritrovato, infatti, con un pugno di mosche di fronte ad un cartello "Torno subito" che può valere anche ore. Mi ricorda il "Just roud the corner" che a Dublino può equivalere anche a tre kilometri. Paese che vai...

fruttivendolo

Per la prima volta oggi all'una, sulla vetrina di un fruttivendolo non-stop, inspiegabilmente chiuso, ho visto, invece, un cartello più preciso: "chiuso per preghiera apro alle 15:00" .
Basta saperlo.

25 settembre 2014

A piedi in mezzo a strada Maggiore



A distanza di mesi, dopo le vacanze estive, ho ripercorso Strada maggiore, il tratto della via Emilia che collega le due torri di Bologna a porta Maggiore. Ho camminato a piedi proprio in mezzo alla strada, temporaneamente pedonale per i lavori di pavimentazione non ancora completati, come previsto ed annunciato.
E' stato uno spasso passeggiare sulla bella pavimentazione ancora intatta, nel confortevole silenzio dovuto al traffico assente, fra pochi pedoni e ciclisti. Ogni tanto, ci sono simpatiche isole di tavolini da caffè, giustamente allestiti in mezzo alla strada, come si può vedere dalle foto che ho scattato oggi pomeriggio.
Sarebbe bello che la pedonalizzazione diventasse permanente, ci guadagneremmo tutti in pace e salute.
E gli autobus? mi si dirà. Se vogliono passare di lì, imparino a volare e se non sono capaci, cambino strada.



Bologna - strada Maggiore

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