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prima del 9 Aprile 2008, data di apertura di questo blog.
Da allora in poi, ne e' una replica fedele.


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28 febbraio 2021

Cursus honorum

 

Impara l'arte e mettila da parte
Per non essere senz'arte né parte
Ma non sapendo che arte imparare
Né tantomeno da che parte stare
Decise d'imparare l'arte d'imparare

14 gennaio 2017

Viaggio in Spagna nel 1954

VIAGGIO IN ISPAGNA NEL 1954

Questo post non è che l'introduzione ad un lungo manoscritto di mia madre che ricorda un Viaggio in Spagna nel 1954 che si può leggere così come l'ho trovato e trascritto (integralmente, senza alcuna modifica) in formato elettronico. Per leggerlo clicca qui o più sopra su "Viaggio...".
Riordinando una libreria dedicata a libri, scritti, disegni che erano stati nella casa dei miei a Roma, fra le altre cose dimenticate o mai viste e lette si è fatto notare un bloc-notes a quadretti, occupato quasi per intero dagli appunti su di un viaggio in auto che mio padre, mia madre ed io bambino facemmo in Ispagna nell'agosto del 1954.
All'epoca la Spagna era ancora soggetta alla dittatura franchista, mia madre era una trentenne colta e con tendenze artistiche, appassionata di letteratura spagnola.
Le note devono essere state manoscritte poco dopo il ritorno a Roma alla fine del viaggio e, facendo due conti a memoria, riguardano solo 4 o 5 giorni di un viaggio molto più lungo attraverso Italia, Francia e Spagna, iniziato e terminato a Roma.
Nelle note si parla, infatti, solo del tratto San Sebastiano-Madrid e si finisce con un'istantanea della Plaza de Toros della capitale, mentre attendevamo l'inizio della prima corrida della nostra vita. Del resto del viaggio, fino all'Andalucia e del ritorno lungo la costa del mediterraneo spagnolo e francese, nulla.
Le ultime pagine del notes, scritte a Bologna a distanza di 4 anni nel 1958, riguardano la corrida: uno dei temi più amati da mia madre, ripreso anche in numerosissimi disegni, uno dei quali riproduco qui sopra.

06 gennaio 2017

Colonnetta liberty

Colonnetta liberty

Oggi rientrando a casa da una lunga passeggiata a piedi, con qualche sorpresa ho rilevato una colonnetta, di quelle che ospitano schede e cavi dei gestori telefonici, elegantemente ridipinta da un pittore di strada che sa il fatto suo.
Spesso, questi manufatti di ferro pitturati di grigio sono deturpati da sigle di writer da strapazzo che inquinano mezza città e di cui pare impossibile liberarsi.
Quando, invece, un vero pittore regala alla città una sua piccola opera senza pretesa, ma di ottimo gusto, è veramente una piacevole sorpresa e vale la pena di fermarsi ad ammirarla come si fa con i quadri nelle gallerie.
"Ce ne fossero!" si dice dalle nostre parti. Mi piacerebbe trovare altre opere della stessa pittrice che si firma Valeria La Corte. Chissà se ha trovato spazi accoglienti per altri suoi dipinti?
Nella mia fotografia che accompagna questo scritto c'è la colonnetta di cui sto parlando: un bell'esempio di Liberty da strada al quale darò un occhiata volentieri passandoci accanto nel rincasare.
Chi la volesse trovare sappia che è in via Siepelunga, vicina al numero 45 a Bologna.

11 febbraio 2015

Dama di compagnia






... Nettuno, ma cosa hai detto alla bellagioia per stupirla tanto? o le è bastato guardarti?

Ho scattato la foto con il telefonino alle 17 e 09 di oggi

30 aprile 2014

Trame celesti

Con segni e disegni trasformava i sogni in trasparenti trame celesti

Sogno di S.Romualdo

Pinacoteca nazionale di Bologna
"Sogno di San Romualdo" di Pseudo Jacopino
liberamente adattato al testo
Clicca la foto per vedere l'originale

07 aprile 2014

Affreschi nella Pinacoteca Nazionale di Bologna



Fra i tanti impareggiabili vantaggi della vecchiaia c'è anche quella di entrare gratuitamente nei musei nazionali; tra questi c'è anche la pinacoteca nazionale di Bologna che si trova in zona universitaria ed è molto comoda da raggiungere e frequentare.
Ieri, subito dopo pranzo, ci siamo tornati per rivedere solo alcune delle cose più amate e anche per fotografare qualche pezzo fra i più gradevoli e meno rappresentati in rete; in particolare alcuni affreschi staccati da palazzi bolognesi e la bella collezione di tavole trecentesche.
Le riprese fotografiche si sono svolte senza difficoltà o disturbo alcuno, infatti si può liberamente fotografare senza essere disturbati dai custodi ed anche la presenza del pubblico dei visitatori, ieri, non era minimamente fastidiosa.

affresco

Dopo cena, ho ripulito e inviato sul mio spazio di Flickr gli affreschi di Niccolò dell’Abate (Modena 1499 – Parigi 1571) staccati da palazzo Torfanini e raffiguranti scene tratte dal VII e da X canto dell’Orlando furioso di Ariosto. Lo stato di conservazione non è certo perfetto, tuttavia ci sono alcuni frammenti relativi agli episodi di Ruggero e Alcina molto gradevoli che ho inviato in rete nel loro insieme ed anche ingrandendo alcuni dei particolari più suggestivi.
Cliccando qui o sulla foto li potrai vedere fin d’ora; nei prossimi giorni il set d’immagini si arricchirà con quanto sarò riuscito a ripulire e impostare.


01 aprile 2014

Siamo nati per camminare



Oggi pomeriggio, nel tornare a casa a piedi dalla biblioteca, ho notato tre nuovi “alberi” di compensato nell’atrio circolare. Si tratta di espositori a forma di alberello stilizzato pensati per accogliere bigliettini di carta, fissati con una puntina da disegno.
I foglietti sono “opere” di bambini delle materne o elementari che hanno disegnato se stessi mentre camminano sotto la scritta “Siamo nati per camminare” che è, appunto, il titolo di una campagna di sensibilizzazione alla buona abitudine di muoversi a piedi, quando è possibile, fin da bambini.


nati per camminare

Molte volte i genitori accompagnano a scuola i bambini in auto, senza una vera necessità, ma con conseguenze anche molto sgradevoli per che si trovi a dover passare per le strade “bloccate” da padri e madri che scaricano o caricano il loro pargoli che avrebbero molta più voglia di camminare o di correre che di salire sul gippone parentale per arrivare in apnea nel chiuso di casa loro.
Già da decenni, nonni-volontari assistono i bambini ad attraversare le strisce nelle strade vicine alle scuole elementari e forme di reciproca assistenza possono alleviare anche l’obbligo quotidiano di accompagnare e, soprattutto, di ritirare dalle scuole materne i bimbi più piccoli che non possono andare da soli.
Spesso è solo una questione di mentalità e di organizzazione e, quindi, ben vengano le campagne che aiutano a vincere la pigrizia mentale, molte volte il solo vero ostacolo ad assumere buone abitudini.


27 marzo 2014

Dacci oggi il nostro tubo quotidiano



  • Hai visto che stanno incartando con le impalcature di ferro il palazzo del Podestà?
  • Meno male, avevo paura che lasciassero la piazza libera senza neanche un lato coperto di tubi.
  • Hai ragione, non ci si può più fidare neanche dei preti: sono lì che smontano i pannelli che incartavano San Petronio.
    Che fretta avevano, poi? Quanti anni sono che li avevano montati? Tre o quattro in tutto. Al massimo cinque.
  • Sì, anche secondo me. Gli è venuta la smania di lasciar vedere la chiesa tutta bella pulita, portando via quei bei cartoni che ci avevano messo sopra.

  • Adesso dove li metteranno? Non li butteranno mica via. Come farà il vescovo senza uno spazio per fare pubblicità alle scarpe da ginnastica?
  • Ma, qualcosa s'inventerà, poveretto; vedrai che un sistema lo trova, con l'aiuto della provvidenza.
  • Speriamo, intanto il sindaco non è stato con le mani in mano. Appena è arrivata la bella stagione e la piazza si è riempita di turisti, lui cosa ti fa? Tacchete ti nasconde tutto il palazzo del Podestà sotto una giungla di tubi.
  • ... e, per sicurezza, ha anche chiuso l'acqua della fontana del Nettuno.
  • Questa non la sapevo. Niente zampilli da fotografare, allora?
  • No, niente di niente. E' circondata da turisti che fotografano a più non posso, ma la fontana è senz'acqua.
  • Non posso credere: fontana a secco e impalcature nuove in piazza? 
  • Va a vedere, deve essere una strategia del Comune troppo difficile da capire per noi vecchi bolognesi.
  • Dev'essere per forza così, altrimenti sarebbero troppo stupidi.

23 marzo 2014

Che FAI al museo?



Ieri pomeriggio siamo tornati dopo alcuni mesi nel nostro vecchio museo civico sotto i portici del Pavaglione. Era in corso la promozione nazionale dei luoghi d'arte da parte del FAI che organizza visite guidate, solitamente in luoghi altrimenti inaccessibili.
Non è certo il caso del museo civico di Bologna, tuttavia il FAI organizzava una visita guidata ai mosaici romani ospitati in una saletta minore al secondo piano. Si tratta per lo più di mosaici geometrici molto ben conservati, o restaurati alla perfezione, ma non certo eccezionali se paragonati ai tanti reperti musivi disseminati per l'Italia.
Noi ieri abbiamo saltato completamente la bellissima collezione egizia, seconda solo, in Italia, a quella di rilevanza mondiale di Torino, per ripercorrere la parte villanoviana, quell'etrusca e la romana.


Non ricordavo la bellissima collezione di vasi greci importati dagli etruschi e le interessanti steli funerarie di pietra delle settimo-quinto secolo  a.e.v. Sicuramente tornerò a dimenticarle, ma intanto le ho riviste con piacere. Con il telefonino, unico strumento servizievole sempre in tasca, ho scattato qualche foto; alcune di loro corredano questo testo.
Durante la visita, gruppi di turisti guidati da volontari del FAI, passavano per le sale piene di bellissimi vasi in teche polverose, senza degnarle di uno sguardo, trascorrendo come nuvole in un cielo ventoso.
All'uscita ho incontrato un vecchio amico della banda di informatici, impiegato per l'occasione dal FAI come portinaio volontario.
In tempi ormai lontani, organizzavamo corsi per diffondere l'uso delle tecnologie informatiche fra gli insegnanti e gli studenti delle scuole bolognesi. Ironicamente, ieri mi raccontava aneddoti sugli scatenati ragazzini di prima media che ne combinano di tutti i colori con i loro modernissimi telefonini ed i social network. Non hanno certo bisogno di sollecitazioni, ma al contrario di una educazione ad un uso responsabile e consapevole di questi piccoli potentissimi strumenti e della rete INTERNET.
Sempre bello il nostro ricco e trascurato museo, se poi riuscissero anche ad ammodernare un po' le vecchie polverose attrezzature espositive e l'illuminazione...

antefisse



13 marzo 2014

Madonna in burka

Madonna in burka

Madonna



La foto è stata scattata ieri con il telefonino in via Tovaglie a Bologna. Di immagini sacre collocate sotto i portici in angoli morti o in colli di bottiglia dove il portico continua restringendosi ce ne sono parecchie, in centro, Quasi mai brillano per la qualità pittorica o per lo stato di conservazione perfetto. Diciamo pure che il loro valore è riposto nella natura devozionale o semplicemente affettiva che conservano agli occhi degli abitanti di quell'angolo di città.
I restauri accurati sono rari per non dire inesistenti. Di solito le immagini sono quasi illeggibili per la polvere ed il nerofumo, ma proprio per questo mi ha sorpreso notare questa madonnina accuratamente restaurata nel 1975 dalla sezione bolognese di "Italia nostra". Il restauro è stato eseguito in onore del grande critico d'arte bolognese Francesco Arcangeli, come viene ricordato dalla piccola lapide posta in basso. Sin qui tutto bene: una lodevole eccezione alla regola da parte di un gruppo di sensibili concittadini in contrasto con la "normale" trascuratezza che la città riserva ad immagini analoghe.
La cosa strordinaria è che dopo il restauro, che l'avrebbe restituita all'attenzione del passante, sia stata murata viva dietro una fittissima grata che la nasconde quasi completamente, come fanno i mariti afgani gelosi quando impongono alle belle (?) mogli un deprimente burka che ne oscura perfino il volto accuratamente truccato.
Un bel vetro blindato non andava bene?

25 febbraio 2014

Apelle

Campaspe
    • Apollo figlio d'Apelle fece una palla di pollo... com'è la storiella?
    • ... Apelle figlio d'Apollo. L'umano figlio del dio, ti sembra?
    • Giusto, giusto; divinità figlie di uomini non stuzzicano l'immaginazione come il contrario. A parte il superbabbo solare cosa sappiamo del curriculum di Apelle?
    • Storie e leggende ce ne sono diverse; Plinio il vecchio è la fonte principale.
      Che era un pittore greco famosissimo alla corte di Alessandro magno te lo ricordi?
    • Sì certo, ma come è la battutaccia con il calzolaio?
    • E' riferita da Plinio, appunto. Pare che ad Apelle piacesse ascoltare i commenti dei passanti, nascondendosi dietro il suo ultimo quadro, esposto all'ingresso della sua bottega...
    • ... e il calzolaio criticò i calzari...
    • ... e Apelle accolse la giusta critica e di notte aggiustò l'errore, ma quando il calzolaio, inorgoglito dall'essere stato ascoltato, si mise a criticare anche i piedi e il resto...
    • ... ecco, ecco, m'è tornato in mente. Gli disse: "Ciccio, non t'allargare!"
    • Infatti, la traduzione di Plinio dal greco in romanesco è: "Sutor, ne ultra crepidam!"
    • Chissà poi perché gli hanno appiccicato addosso la storia che avrebbe fatto una palla di pelle di pollo? Non era nemmeno uno scultore o un cuoco. Come è lo scioglilingua, te lo ricordi tutto?
    • "Apelle figlio d'Apollo
      fece una palla di pelle di pollo.
      Tutti i pesci vennero a galla
      a mangiare la palla di pelle di pollo
      fatta da Apelle
      figlio di Apollo."
    • Bravo, la prossima volta invece di tirare del pane secco ai pesci del macero, voglio provare con una palla d'Apelle e vedere se vengono proprio a galla come fanno con il pane.
    • Chi l'pol dir?
    -
Nell'immagine, Campaspe che si spoglia davanti ad Apelle - Cour Carrée del Louvre 

05 febbraio 2014

Il MAST di Bologna

Oggi, subito dopo pranzo siamo andati a visitare il MAST che è "Un centro polifunzionale a disposizione dei collaboratori del gruppo Coesia (gruppo industriale attivo nei segmenti delle macchine automatiche avanzate, delle soluzioni di processo industriale e degli ingranaggi di precisione) e della comunità bolognese e offrirà vari servizi che includono: uno spazio espositivo, un auditorium, un'accademia per l'innovazione e l'imprenditorialità, un nido per l'infanzia, un wellness centre, un ristorante aziendale e una caffetteria."
MAST
Si era letto sui giornali della sua inaugurazione alla presenza del primo ministro, ma con la colpevole assenza del sindaco di Bologna, qualche mese fa. In realtà, il progetto non è stato ancora completato, ma quello che si può vedere già oggi è un notevole esempio di architettura moderna e di lungimiranza industriale.
40 milioni di euro ben spesi, si potrebbe dire, in un quartiere povero della periferia occidentale di Bologna caratterizzato da una curiosa toponomastica che ricorda le origini romane della nostra civiltà con via Valeria, Pomponia, Camonia, Lemonia, Egnazia, ecc.
L'apparato di sicurezza è imponente quanto l'edificio ed i suoi contenuti espositivi, quasi si trattasse di custodire un mostra di dipinti leonardeschi.
L'accoglienza è affidata a giovani hostess gentili e competenti che valorizzano il contenuto espositivo: pannelli che rappresentano aspetti interessanti della produzione di punta del gruppo industriale Coesia, leader mondiale del packeging, e gruppi tematici di fotografie industriali appartenenti alla collezione del gruppo industriale.
Sia i pannelli e le attrezzature dimostrative delle macchine impacchettatrici, sia la bella collezione di fotografie in bianco e nero e a colori meritano una visita negli spaziosi modernissimi saloni. In particolare, la fotografia industriale è molto ben rappresentata con esempi che provengono da tutto il mondo e mostrano diverse età della produzione industriale, da quella fumosa e tetra dell'inizio del novecento a quella contemporanea luminosa e iperobotizzata.
Il MAST di Bologna, con il suggestivo nome che mi ricorda letture giovanili marinaresche (Two years before the mast di R. H. Dana) vale sicuramente una visita già ora, prima del suo completamento.

05 gennaio 2014

L'immaginazione

Sulla natura dell'immaginazione
c'è una grande varietà d'opinione
A mio parere è una forma di sapienza
svincolata dall'oggettiva contingenza
fondata sulla libera ricombinazione


chimera

la chimera

26 dicembre 2013

Il dubbioso

Sempre in bilico tra un pensiero e l'altro
non si reputava abbastanza scaltro
per intraprendere quell'unica decisione
che avrebbe ribaltato la sua situazione
Ciò nonostante non era un coglione


particolare reinterpretato da George Grosz

14 dicembre 2013

Anti-stress

"Che ti piglia, brutta canaglia, fai la maglia?"
"Certo, molto meglio la maglia che la bottiglia"


G. Grosz acquerello 1918

12 dicembre 2013

Il regime

"Con Franza o Spagna purché se magna"
Chi da un cambio di regime nulla guadagna
è indifferente all'origine di re e regine
a questioni dinastiche a dispute di confine
gli basta evitare la fine del caduto regime


Las meninas, 1656

Diego Velasquez Las meninas, 1656

10 dicembre 2013

Il sibarita

In quattro e quattr'otto fece piazza pulita
di tutta la torta e si leccò anche le dita
poi soddisfatto del buon lavoro compiuto
svuotò la bottiglia come fosse un imbuto
con il cuore contento del vero sibarita



Bacco

Caravaggio:  Bacco 1596 (Uffizi Firenze)

27 novembre 2013

Lo scarabocchio



Se fossi uno scarabocchio vorrei essere nato
da un pensiero profondo inconsapevolmente pensato
Vorrei essere effimero ma completo e perfetto
come una goccia che si stacca dal tetto
scarabocchiato osservato e poi subito dimenticato


16 novembre 2012

Citofono

Mi piaci da matti sei fenomenale
scusa se te lo dico in modo brutale
Avrei voluto farti una serenata
ma al dodicesimo piano non sarebbe arrivata
Resto qui sotto. Sono la statua congelata


Museo "Centrale Montemartini" - Roma

08 febbraio 2012

Indovinello: Sopportare pesi ...

mer 08 febbraio 2012  Indovinello: Sopportare pesi ...

Sopportare pesi senza un lamento
sembrerebbe il suo maggiore talento
Pur fornita di gambe robuste
non corre né salta come le locuste
Di questo indovinello qual è l’argomento

Bruegel

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