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18 febbraio 2010

Murale a San Giovanni in Persiceto

gio 18 febbraio 2010 Murale a San Giovanni in Persiceto

Piazza Betlemme a San Giovanni in Persiceto - Bologna

Quando mio figlio Marco ed il suo amico e socio decisero di trovare una sede per la loro nuova ditta d'informatica che dimezzasse le distanze casa-uffcio di entrambi, scelsero San Giovanni in Persiceto, a mezza strada, appunto, fra Bologna e San Felice sul Panaro, loro luoghi di residenza.
In poco tempo, facendo i muratori, gli elettricisti e gl'imbianchini, aggiustarono bene alle loro esigenze un locale a pianterreno che era stato un negozio di alcunché che non ricordo o non ho mai saputo.
In occasione dell'inaugurazione della nuova e prima sede, andammo un giorno a vedere come si erano sistemati e, in quell'occasione, facemmo "un visita guidata" nei dintorni, scoprendo per la prima volta la piazzetta dipinta che chiamano piazza degli inganni o Betlemme.
Ci piacque subito, così ci siamo ritornati più volte, ed il 4 maggio scorso, ho cercato di fotografare l'intero insieme, approfittando della bella luce.
Ora ho messo le foto su Flickr a documentazione di quest'opera originale e allegra di cui, però, non ho trovato notizie (né immagini) in rete.

CLICCA QUI, o sulla foto, per vedere l'intera piazzetta in una sequenza a pieno schermo; ne vale la pena e, se passi da San Giovanni, falle una visitina.

03 dicembre 2008

Villa Sorra

mer 03 dicembre 2008 Villa Sorra

Villa Sorra MO

Villa Sorra

Questa è la sintetica illustrazione ufficiale di Villa Sorra, nella campagna modenese, quale appare sul cartello che ne illustra le caratteristiche e la storia. Il parco, ora oggetto di cure e restauri è visitabile piacevolmente in una bella giornata, quando passeggiare sull'erba fuori città è uno spasso.Per vedere una collezione di foto scattate in un fresco pomeriggio novembrino, clicca qui.

02 aprile 2008

Castelvetro di Modena

mer. 02 aprile 2008 Castelvetro di Modena
Una settimana fa, al ritorno da un blitz a Fiorano per una incombenza pratica, abbiamo deciso di tornare a casa per stradine di collina prive di traffico e ricche di curve e di scorci inattesi.
L'album di foto è una raccolta d'immagini scattate dalla stretta strada che porta dal fondovalle al piccolo santuario della Madonna di Puianello e, nuovamente, giù fino a Castelvetro: un piccolo centro della collina modenese che ha saputo attuare un gradevole restauro conservativo.
Castelvetro - Modena

Io ricordavo Castelvetro di Modena com'era nel '966 quando dovevo raggiungerlo quotidianamente in auto da Bologna, anche dopo l'alluvione del 4 novembre che abbatté i ponti di Spilamberto e Vignola sul Panaro. Tutti la ricordano per i danni molto più clamorosi dell'Arno a Firenze.
Era un paese tranquillo con municipio, chiesa, scuole, caffè, sali&tabacchi e un barbiere con cui giocare a scacchi. Quell'anno, la scuola media non aveva aule a sufficienza per i ragazzini del paese e di un vasto circondario, così a me, giovanissimo supplente annuale, toccò la fortuna di un aula ricavata al pianterreno di palazzo Rangoni, di fronte alla chiesa parrocchiale a cui apparteneva. Sulle pareti solo il ritratto incorniciato del vescovo di Modena e, per riscaldarci, una poderosa stufa a legna Becchi con i regolamentari cassettoni ed un lunghissimo tubo precariamente fissato al soffitto.
La porta di accesso all'aula, aperta direttamente sulla piazza,  era la stessa semplice bussola a vetri smerigliati  di un precedente ambulatorio medico trasferitosi chissà dove. Così, capitava che durante le lezioni si affacciasse qualcuno in cerca del medico. L'espressione sorpresa del paziente mancato era sempre accolta con grandi risate dalle bambine di prima media.
Quando il tempo era buono ed il mio orario favorevole, mi portavo dietro il cane che gironzolava libero per il paese prima di venire ad accoccolarsi fuori della porta vetrata, non senza provocare insistenti richieste delle scolare perché lo facessi entrare.
Per mitigare l'austerità eccessiva dell'ambiente avevo lasciato che le ragazzine vi affiggessero manifesti dei loro idoli del momento e, in cambio della cortesia, loro mi avevano portato un bel poster di Marilyn Monroe che avevano appeso alla parete di fronte alla cattedra. Ci eravamo anche costruiti un planisfero ed una bella carta d'Europa con pastelli colorati.  Il risultato assomigliava abbastanza alle carte ufficiali ed era, comunque, meglio di niente.
L'impresa aveva galvanizzato le scolare e l'aula era diventata uno spazio "loro" in cui passavano volentieri la mattina a studiare, finché una brutto giorno abbiamo trovato le pareti spoglie: il ritratto del vescovo era rimasto nuovamente solo.
I bidelli avevano ricevuto dalla sede centrale di Spilamberto l'ordine telefonico della preside, mai vista né sentita, di staccare e buttare via tutto. Un sopruso bello e buono frutto di ottusità, per non dire altro. Il prete, un simpatico ragazzo, padrone di casa e insegnante di religione, era completamente estraneo alla vicenda e sorpreso dell'accaduto quanto noi. Non sapemmo mai di chi o di che cosa avesse avuto paura la preside assenteista.


Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) mer. 02 aprile 2008 Invia un commento all'autore
"Hac re videre nostra mala non possumus; // alii simul delinquunt, censores sumus." (*)

27 marzo 2008

Giretto a Brisighella

gio. 27 marzo 2008 Giretto a Brisighella

Brisighella - via degli asini

La via degli asini

Nel primo pomeriggio dello scorso otto febbraio siamo tornati a Brisighella, un centro termale ad una dozzina di chilometri da Faenza nella valle del Lamone in provincia di Ravenna.
La collina faentina è una delle nostre mete ricorrenti per la dolcezza del paesaggio ricco di frutteti e vigneti. e Brisighella è uno dei centri più caratteristici con le tre colline selenitiche sormontate dalla Torre dell'orologio, dal castello dei Veneziani e dalla Chiesa di Monticino.
Celebre è la via degli asini, un tempo percorsa da carri carichi di minerale gessoso delle vicine cave, ora chiuse e trasformate in parco. La via, ora è inglobata nelle case e illuminata da aperture ad arco, come appare nella foto. Con i suoi 7500 abitanti ha l'aria di un paese tranquillo dove è piacevole passeggiare, magari salendo per un sentiero con scale ripide fino alla torre dell'orologio per ridiscendere in paese passando sotto al castello dei Veneziani, ora in restauro. La giornata era fresca e luminosa e scattare qualche foto è stato inevitabile.

Cliccando qui o sulla foto potrai vederne una selezione raccolta in forma di album



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) gio. 27 marzo 2008 Invia un commento all'autore
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