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prima del 9 Aprile 2008, data di apertura di questo blog.
Da allora in poi, ne e' una replica fedele.


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18 novembre 2014

FACTOTUM

dissuasoreIn via Clavature, nel quadrilatero romano che ospita il mercato vecchio, si trova una robusta colonnetta di metallo capace di scomparire a comando nella pavimentazione di porfido. Lo scopo del marchingegno chiamato "dissuasore mobile" è quello di impedire, quando sporge dal terreno, il transito degli autoveicoli comuni del popolo di dio, pur consentendolo ai pochi privilegiati che ne abbiano dimostrato la necessità o la pubblica utilità.
Di solito si tratta dei furgoni commerciali destinati al rifornimento dei negozi e dei banchi della zona che, con un'apposita tessera, persuadono il dissuasore a sparire momentaneamente sotto terra per lasciarli passare.
Al loro primo apparire, le colonnette a scomparsa destarono una certa curiosità non solo nei bambini e c'era sempre qualche spettatore che assisteva alla sparizione e ricomparsa del cilindro di acciaio con lucette sfolgoranti. 
Dopo anni di servizio, il dissuasore si è ormai guadagnato l'indifferenza generale e anche la mia, ma oggi per la prima volta ho notato una piccola etichetta in fondo al cartello segnaletico di pericolo. C'è sempre stata? o è una recente aggiunta?
La natura della scritta latino-americana "FUCKTOTUM", cioè "FOTTITUTTO" fa pensare ad uno scherzo, ma chi può dirlo (kilpoldir?)? Che sia un incitamento multilinguistico nelle due lingue universali del presente e del passato alla distruzione del tutto?
Uno sberleffo irriverente ad una nuova fastidiosa trovata tecnologica, che sfrutta l'omofonia con il comune termine FACTOTUM, o altro ancora?
Se qualche cortese lettore conosce la spiegazione del piccolo enigma me lo scriva PLEASEQUAESO.
Indagate fratres.


03 ottobre 2014

Chiuso per preghiera



Oggi, venerdì, giorno feriale di mercato in piazzola per i bolognesi, festivo per i pachistani e assolutamente indifferente per i cinesi, abbiamo trovato parcheggio alla Bolognina verso l'una di fronte ad un fruttivendolo stranamente chiuso.
Il vecchio quartiere della Bolognina, costruito a Nord dei binari della stazione centrale, era noto come quartiere dei ferrovieri e dei cinesi, presenti già da molto tempo con le loro attività commerciali e manifatturiere. Oggi la situazione è cambiata e la zona si è popolata di altre etnie, un tempo del tutto sconosciute e assenti. Fra queste ci sono i pachistani che, da musulmani ferventi, conducono negozi di frutta o piccole botteghe generiche di alimentari, ma niente carne, meno che mai quella di maiale, centrale, invece, nell'alimentazione tradizionale emiliana.
Queste botteghe sono sempre aperte, stando ai cartelli esposti che dichiarano spesso degli orari impensabili qui da noi: tutti i giorni dalle 8 alle 23, domeniche comprese, ma è meglio non contarci troppo.
Volendo comprare un grappolo d'uva o il latte dimenticato nel fare la spesa generale, mi sono ritrovato, infatti, con un pugno di mosche di fronte ad un cartello "Torno subito" che può valere anche ore. Mi ricorda il "Just roud the corner" che a Dublino può equivalere anche a tre kilometri. Paese che vai...

fruttivendolo

Per la prima volta oggi all'una, sulla vetrina di un fruttivendolo non-stop, inspiegabilmente chiuso, ho visto, invece, un cartello più preciso: "chiuso per preghiera apro alle 15:00" .
Basta saperlo.

17 settembre 2014

L'asino di Esopo

Anche se dell'evento difficilmente parleranno le storie patrie, oggi ho preparato "l'aglione" per la stagione invernale che trascorreremo nella casa di Bologna. C'è chi lo chiama in altri modi, ma a casa mia si è sempre definito aglione quella profumata mistura di sale grosso, aglio e rosmarino fresco con la quale si insaporiscono le carni arrosto o alla griglia. Di solito, la quantità che preparo in questa stagione dura finché non è ora di cambiar casa e andare al mare dove conviene prepararne un barattolino con il rosmarino del giardino, bello fresco e pimpante, che basti fino alla stagione dell'uva, quando si torna in città.
Nel prepararlo è meglio chiudersi in cucina, se non si vuole inondare la casa intera di un appetitoso, ma non sempre opportuno, aroma di arrostino. L'operazione non richiede alcuna abilità e anche i tempi di preparazione si sono ridotti moltissimo da quando sono comparsi quei frullatorini con il recipiente trasparente che mostra la brutta fine che fanno, in un attimo, i pezzettini di aglio e le foglioline di rosmarino riducendosi in una poltiglia verdina salata e profumatissima.

asino di Esopo

Mentre asciugavo il barattolo del sale, completamente svuotato e facilmente lavato, mi è tornata in mente la favola di Esopo dell'asino che cade accidentalmente nel fiume mentre trasporta un pesante carico di sale e riemerge sollevato dalle acque, ma annega travolto dalla corrente quando, credendo di alleggerirsi, si lascia cadere apposta, mentre trasporta un carico di spugne anzichè di sale.
Esopo conclude:"Allo stesso modo gli uomini non si accorgono che spesso sono le loro stesse azioni a rovinarli."
Fra me e sè, invece, pensavo che di asini che fanno i furbi ne ho incontrati dozzine, ma non ne ho mai visto annegare nessuno.


21 marzo 2014

Sit-in?

sit-in

Che faceva oggi pomeriggio questo piccolo stormo di bellegioette seduto per terra in un angolo dell biblioteca Sala borsa di Bologna?
  1. un sit-in
  2. un mit-up
  3. un check in
  4. un breackslow
Non è il solo mistero sotto il sole, da quando stormi di turisti di provenienza dubbia hanno cominciato ad infestare portici, strade e piazze di Bologna, senza un vero perché..

20 febbraio 2014

Un difficile equilibrio

Qualche sera fa in concomitanza con il festival di Sanremo, Rai cinque proiettava il film: Il nastro bianco del regista Haneke. Mi sembrava di ricordare in modo vago e incerto di averne visto una parte, ricordavo anche che mi era sembrato molto cupo, ma piuttosto che Sanremo...

nastro bianco

Il film si svolge in un villaggio settentrionale della Germania protestante tra il 1913 ed il 1914, poco prima dell'inizio della prima guerra mondiale. E' La storia cupa di una piccola comunità rurale in cui impera un violento dominio maschile che si può ben considerare come il terreno di cultura del futuro nazismo. I bambini sono sottoposti a una rigida disciplina che sconfina spesso nella violenza gratuita. Non ho resistito fino alla fine e sono passato a Rai tre quando cominciava Gazebo: una boccata d'aria fresca, spiritosa, intelligente.
Ieri mi veniva da ricollegare la truce disciplina protestante e la violenza che l'accompagnava, leggendo la breve notizia di cronaca che riferiva di una richiesta di soccorso ai carabinieri da parte di un bambino di otto anni che, per telefono, asseriva di essere maltrattato dalla madre.
I carabinieri accorsi, scoprirono che il bambino aveva preso un ceffone dalla mamma per avere marinato la scuola: tutto qui. Rassicurata la madre, invitarono il bambino a comportarsi meglio e a frequentare assiduamente la scuola.
La domanda è: ma è proprio impossibile trovare un ragionevole mediazione fra la violenza prenazista ed il lassismo ridicolo attuale?

16 febbraio 2014

Un bucato di foto in via Fondazza

Oggi sono rientrato a casa passando deliberatamente per via Fondazza dove avevo visto qualche giorno fa la curiosa esposizione di foto appese al muro con le mollette, come fossero fazzoletti messi ad asciugare al sole dopo il bucato.

via Fondazza Bologna

Avevo letto da qualche mese sui giornali delle iniziative per migliorare i rapporti di buon vicinato fra gli abitanti di questa storica stradina, precedentemente conosciuta fra i bolognesi per due sole ragioni: il cinema Roma all'inizio della via, verso strada Maggiore, e la casa del pittore Giorgio Morandi al numero 36.
A parte il nome "Social Street" dato all'iniziativa e l'uso di Face Book per realizzarla, almeno nella fase iniziale, mi è sembrata una cosa simpatica e molto condivisibile, come tutte le attività che tendono a migliorare i rapporti umani, in modo semplice concreto e non invasivo a partire dalla buona abitudine di dirsi buongiorno.
Non so bene lo scopo preciso della mostra di fotografie lungo lo squallido muro della ex caserma, ma è sicuramente una cosa simpatica che anche altri ragazzi fotografavano interessati e divertiti quando le ho riprese oggi con il telefonino.


Tanti auguri da parte mia a questa e ad altre iniziative simili.

08 febbraio 2014

La mostarda cremonese

Ieri pomeriggio, dopo avere attraversato diagonalmente Piazza Maggiore vuota, ho imboccato, come faccio spesso via Clavature che è forse la strada principale del vecchio mercato nel quadrilatero romano di Bologna.
Dai tempi della mia infanzia la strada ha subito numerose ingiurie che l'hanno profondamente trasformata, ma per fortuna all'angolo con via Drapperie rimane ancora la magnifica salumeria Melega che espone in vetrina anche una grande coppa di mostarda cremonese.
Quando passo davanti a questa meraviglia di colori non posso fare a meno di notare quanto sia vuota o piena, perché, ovviamente, il contenuto è fluttuante e viene rincalzato con nuova mostarda quando il livello si è abbassato per le vendite. Ieri era bella piena e per questo l'ho fotografata ancora una volta con il telefonino. E' l'immagine che accompagna questo testo.

mostarda cremonese

La mostarda cremonese, come è noto, è frutta intera candita e speziata che veniva associata, solitamente, al bollito misto: un piatto tradizionale emiliano ormai in declino che un tempo era un sostanzioso secondo domenicale dopo i tortellini in brodo che, appunto, venivano cotti nelle ricco brodo di manzo e cappone, sempre presenti fra gl'ingredienti del bollito misto.
Oggi sono pochissimi i ristoranti che offrono ancora il carrello bollente di vapore con una ricca scelta di carni bollite. Fra queste non potevano mancare il manzo, il cappone, lo zampone, la testina, la lingua di bue, il cotechino o il cappello da prete. Imprescindibile poi, era la salsa verde a base di prezzemolo e olio e altri ingredienti secondari, più o meno segreti ed esclusivi.
  

31 dicembre 2013

Calicantus a Capodanno

Ancora una volta come sempre ogni anno
i calicantus sono rifioriti a Capodannno
I primi boccioli prima di Natale
per essere sempre gentile e puntuale
a salutare la fine del vecchio anno


Calicantus

28 dicembre 2013

Gorgonzola

Una bella fetta di gorgonzola
più gustosa di una braciola
un quarto di vino e un pezzo di pane
tutte cose comuni buone e sane
ricordo sbiadito di età ormai lontane


gorgonzola pane e vino

27 dicembre 2013

A posto

Un vaso di fiori alla finestra
sul fuoco il paiolino della minestra
nel bicchiere due dita di vino
una poltrona comoda per il pisolino
e un cane contento del suo destino


via Frassinago

via Frassinago - Bologna - Italia

26 dicembre 2013

Il dubbioso

Sempre in bilico tra un pensiero e l'altro
non si reputava abbastanza scaltro
per intraprendere quell'unica decisione
che avrebbe ribaltato la sua situazione
Ciò nonostante non era un coglione


particolare reinterpretato da George Grosz

25 dicembre 2013

Babbo Natale

Quest'anno è passato da te babbo Natale
vestito di rosso con barba bianca e stivale?
Si ma niente regali e neppure le renne.
In testa si era messo un mucchio di penne.
Ma cosa combini? Credi che sia carnevale?


23 dicembre 2013

Il monopattino

Il monopattino per un bambino
è come la bici per un ragazzino
Non c'è nulla di più desiderato
ammirato provato adoperato
e dopo poco abbandonato


monopattino

20 dicembre 2013

La sciarpetta

Se fossi un morbida sciarpetta d'angora vaporosa
intrecciata per la nipotina da una nonna affettuosa
me ne andrei a scuola ogni mattina
e annodata al collo della mia bambina
ascolterei tutti e imparerei ogni cosa

17 dicembre 2013

Bagnoschiuma

Un bagno bello caldo ma senza schiuma
è come una notte d'estate senza luna
La schiuma sia abbondante compatta vaporosa
e più candida di un vestito da sposa
e ne uscirai appagato e leggero come una piuma

bagnoscjuma

15 dicembre 2013

Il male

Il luogo mentale equidistante dai confini è il centro
di un mappa che tiene il male fuori il bene dentro.
Rinsalda e fortifica questa posizione mentale
per respingere con successo gli attacchi del male
Alla brutta facciaccia di chi ci vuole male!

linguaccia
Albert Einstein

14 dicembre 2013

Anti-stress

"Che ti piglia, brutta canaglia, fai la maglia?"
"Certo, molto meglio la maglia che la bottiglia"


G. Grosz acquerello 1918

13 dicembre 2013

La doccia

La doccia è lo strumento appropriato
per fare ad un cristiano un bel bucato.
Alla fine lo dovrai sempre asciugare
e, se ti piace, perfino profumare
però, mai e poi mai, lo dovrai stirare


L'educazione

Ai tempi d'oro in cui l'intero insegnamento
dalle materne all'università era un solo segmento
lo scopo principale della scuola era educare
non s'insegnava ai bambini delle elementari
soltanto a leggere scrivere e contare


Bart

"NON DEVO SCRIVERE SUI MURI"

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