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08 novembre 2019

Superstizienza

Né di venere, né di marte
non si sposa né si parte,
Questa immortale sentenza
Brilla per la sua scemenza
Ma c'è chi confonde superstizione e scienza

02 ottobre 2019

In toto

Mi piacerebbe tanto ma tanto sapere
Quanti pensieri stanno in un bicchiere
Tu mi hai risposto da uomo di scienza
Dipende tutto dalla sua reale capienza
Mi aspettavo di più dalla tua sapienza

08 ottobre 2012

Un bel numero



Tu che numero sei? Primo o decimale?
Sei un tipo concreto? allora reale
Ti piace il rosso? allora cardinale
Brilli per modestia? ... sei infinitesimale
Con te facciamo i conti, mio bell'originale

 


09 novembre 2009

Diversità vantaggiosa

lun 09 novembre 2009 Diversità vantaggiosa

Leggo sulle BBC News che alcuni orsi neri americani (Ursus americanus) nelle isole al largo di Vancouver hanno assunto una livrea bianca per cavarsela meglio nella pesca dei salmoni : il loro pasto tradizionale per accumulare grasso in vista del letargo.
Pare infatti che, così sbiancati, risultino, almeno durante il giorno, meno visibili ai pesci dei loro colleghi tradizionalisti che hanno conservato la loro lucente pelliccia nera. Gli studiosi hanno addirittura quantificato un vantaggio del 30 % dei bianchi sui neri.

orso nero

Ursus Americanus (orso nero)

Mentre leggevo, stavano trasmettendo su “Ulisse” di Alberto Angela il famoso discorso ”I have a dream” di Martin L. King e le correlate vicende del segregazionismo negli stati del Sud americano e mi tornava in mente il bel romanzo di Philip Roth “La macchia umana” (guarda il film in streaming) in cui il protagonista, figlio di genitori negri, ma di carnagione bianca, decide di approfittare della mutazione per fare una carriera universitaria “da bianco”, ma, ironicamente, la sua origine...
Sembrerebbe, insomma, che in America, un individuo, umano o orsesco che sia, abbia i suoi bravi vantaggi dallo sbiancarsi, salvo il fatto che il nuovo presidente Obama è, invece, inequivocabilmente nero o “bello abbronzato”, come ha notato, con l’abituale acume e finezza, il nostro “lider maximo”.
Forse è ancora presto, però, per parlare di una inversione di tendenza, almeno fra gli orsi.



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) lun 09 novembre 2009 Invia un commento all'autore

02 marzo 2009

Homo erectus

lun 02 marzo 2009 Homo erectus

Homo erctusAncora una volta ci toccherà di retrodatare la presenza della specie umana sulla terra, come ormai sta capitando frequentemente, a memoria mia, e con sempre minor sorpresa. Siamo molto più "vecchi", insomma, di quanto si credesse quando frequentavo il liceo e studiavo per la prima volta questi argomenti. In Kenia, infatti, è stata trovata in questi giorni una chiarissima impronta fossile di Homo erectus databile ad un milione e mezzo di anni fa, ora più ora meno.
Si tratta ancora una volta di una impronta soltanto, mentre di mani e piedi in ossa&ossa non si trova traccia perché, spiegano i paleontologi, le propagini estreme degli arti umani sono molto gradite ai carnivori che se le sgranocchiano allegramente leccandosi i baffi e, una volta spolpate, non lasciano ai futuri studiosi che un mucchietto di ossicini facilmenti disperdibili o polverizzabili, neppure buoni per una partitina agli astragali.

Benché io mi sia occupato di tutt'altro in vita mia, mi rallegro sempre di questi eventi ripensando ad un personaggio bolognese conosciuto in gioventù: il vecchio archeologo e paleontologo dilettante Fantini che ripagava con pari, se non maggior disprezzo gli scienziati accademici di allora, sostenendo che erano dei bigotti, miopi, incapaci di riconoscere l'antichità della specie umana per paura di dover scoprire che l'uomo primitivo aveva le scaglie sulla schiena, in barba a divine immagini e somiglianze.
Parlava un armonioso bolognese cittadino con i tipici tasselli d'italiano, inseriti come ridondanze ornamentali del concetto già espresso icasticamente in dialetto. Ricordo che chiamava lìncei, con l'accento ritratto sull'i, gli accademici del tempo che non riconobbero mai, a suo dire, il merito di sue scoperte archeologiche nelle campagne bolognesi, quando dopo le piogge più dilavanti partiva alla caccia di selci, frecce e fossili di ogni genere.

Altro che "lìncei", diceva, quei tromboni non vedono oltre la punta del loro naso. Le scoperte recenti lo avrebbero fatto gongolare, se non avesse già da tempo intrapreso il suo personale processo di fossilizzazione. Io me la godo al posto suo, come quei figli che hanno votato comunista per tutta la vita, al posto del padre partigiano ammazzato dai tedeschi.



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) lun 02 marzo 2009 Invia un commento all'autore

13 maggio 2008

In caso di squalo...

lun. 12 maggio 2008 In caso di squalo...

...ficcagli un dito nell'occhio. A quanto leggo sulle news di Yahoo!, un giovanotto australiano di 36 anni, mentre faceva il bagno a 80 metri dalla sua spiaggia preferita nell'Australia occidentale è stato attaccato da uno squalo bianco di quattro metri, inizialmente scambiato per un innocuo delfino. Morso ad una gamba, ha avuto la prontezza di infilare un dito in un occhio del pesce che lo ha prontamente lasciato.

Nel caso mi capitasse un'avventura del genere, mentre faccio il bagno sul selvaggio Adriatico occidentale, ora so cosa fare.

squalo

La bella foto di uno squalo è tratta dall'album di mathetdjam su Flickr



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) lun. 12 maggio 2008 Invia un commento all'autore
"Hac re videre nostra mala non possumus; // alii simul delinquunt, censores sumus." (*)

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18 aprile 2008

Effetto farfalla

ven. 18 aprile 2008 Effetto farfalla

Attrattore di LorenzLeggo sulla Stampa on-line di oggi un interessante articolo in ricordo di Edward Norton Lorenz, morto ieri a 90 anni. Il celebre meteorologo è il padre della teoria del caos, ora applicata ad una schiera di fenomeni ben più vasta della meteorologia, che spiega la difficoltà estrema di giungere a previsioni meteorologiche attendibili, a dispetto della fittissima rete di stazioni di rilevamento e dei potentissimi calcolatori dedicati alla elaborazione dei loro dati, secondo modelli matematici sempre più raffinati.

La teoria di Lorenz (Deterministic nonperiodic Flow), divulgata giornalisticamente con la fortunata frase: "il battito d’ali di una farfalla in Brasile può scatenare una tempesta in Texas" è comunemente citata con la formuletta sintetica "effetto farfalla".

Curiosamente la rappresentazione grafica del modello matematico a cui Lorenz diede il nome di «attrattore strano», tipico dei fenomeni non lineari, è quello di due complicate spirali che assomiglia proprio alla forma di una farfalla stilizzata, come vedi qui a destra.



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) ven. 18 aprile 2008 Invia un commento all'autore
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11 marzo 2008

Allodole o gufi?

sab. 17 maggio 2003 Allodole o gufi?

"Siete allodole o gufi? A deciderlo e' un gene, o meglio la sua lunghezza. ... Secondo quanto riportato sulla rivista Sleep, tanto piu' corto e' il gene, chiamato Periodo 3 (Per3), tanto piu' l'individuo portatore e' nottambulo."

Mia zia A. che per tutta la sua vita cadeva in coma alle nove, ci fosse pioggia neve o tempesta, doveva averlo lunghissimo il suo Per3. Un XXL, come minimo.
Chi l'avrebbe mai detto, conoscendola.

Vedi l'articolo in: http://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/2003/giugno/17/gene_nottambuli.html



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) sab. 17 maggio 2003 Invia un commento all'autore
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Pericolo! Attraversamento di gamberi selvaggi

ven. 30 maggio 2003 Pericolo! Attraversamento di gamberi selvaggi.

"FIRENZE, 30 MAG '03
Un esercito di gamberi … della Louisiana, di cui, in Toscana, esisteva un allevamento nel lago di Massaciuccoli (Lucca) … invade lo svincolo di Firenze nord dell'A1. Il fenomeno è iniziato lunedì scorso e ha costretto la Società Autostrade a recintare l'area autostradale. La Polstrada, che ha catturato alcuni esemplari, lancia l'ipotesi di segnalare il pericolo con appositi cartelli stradali…. Fra le soluzioni studiate c'è la recinzione dell'area dello svincolo. Sono necessarie reti basse, ma installate in profondità nel terreno: i gamberi scavano buche e sono anche capaci di arrampicarsi."

Da tempo eravamo abituati ad ascoltare nelle conversazioni salottiere le lodi dello scarafaggio, questo prodigioso coinquilino di bocca buona che popola con estrema discrezione le nostre città. Chi ne esaltava le straordinarie doti natatorie: "Pensa che nuota, anche nelle acque più nere e dense, senza lamentarsi o soffrirne". Chi le capacità arrampicatorie: "Io stessa l'ho scorto inerpicarsi sulla porcellana più scivolosa". Chi l'invidiabile olfatto che lo conduce, senza fallo, a percorrere lunghe e disagevoli intercapedini, per non parlar dei tubi, fino al raggiungimento del cibo. Chi la sobrietà, chi la pudicizia…
Ora, anche i gamberi esotici della Lousiana che scavano come talpe e si arrampicano come scoiattoli, attraversando campi, colli e autostrade, nel lodevole intento di popolare nuove acque palustri, meriteranno quel favore e quell'attenzione di cui erano stati defraudati fino ad ora per colpevole leggerezza e imperdonabile ignoranza.
E' stato necessario l'olocausto di alcuni esemplari sotto le impietose asperità delle ruote gommate perché fosse riconosciuto e conclamato il loro status d'immigranti legali.



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) ven. 30 maggio 2003 Invia un commento all'autore
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Qua la zampa...

gio. 05 giugno 2003 Qua la zampa...

non vedi che è chiusa

Leggo su Il nuovo che ormai numerose specie di animali "selvatici", secondo la terminologia di un tempo, si sono trasferite nelle nostre città.

Le chiavi di lettura di questo fenomeno, che non sembra né circoscritto né temporaneo, ma, al contrario, ha più l'aria di essere in espansione, possono essere diverse, naturalmente.

La si può buttare sull'apocalittico: il degrado che avanza o, più ottimisticamente, come un tentativo positivo di maggiore integrazione fra un ambiente artificiale creato dall'uomo e la natura circostante che, in qualche forma e nella limitata misura possibile, se ne riappropria.

Non vedo perché dovremmo considerare più normali i piccioni di piazza S. Marco a Venezia (nutriti artificialmente di frumentone dai turisti) delle ghiandaie che a Ferrara si nutrono dei pinoli dei numerosi pini domestici della città, rifugio abituale anche di allocchi, oppure dei fringuelli, cince, merli, allocchi che, a Milano, vivono nei parchi del centro, mentre gheppi, civette, rondoni e storni preferiscono le mura di grandi edifici come il Castello Sforzesco e la Stazione Centrale. Un po' più sorprendente è la faina in cerca di ratti e piccioni avvistata sul tetto del Palazzo dei Consoli di Gubbio o di esemplari di orso bruno segnalati nei paesi di Villetta Barrea e Bisegna, in Abruzzo, in cerca di alveari e pollame.

Secondo una mia amica, un piccolo branco di lupi, con gli occhi torvi e rossi, pattugliava le strade poderali a nord-ovest di Bologna, durante le albe polari dello scorso inverno. Perché no?

Ad ogni modo, nessun incidente o fastidio particolare mi pare sia stato segnalato come conseguenza di questo timido ritorno del selvatico fra noi, mentre le tradizionali zanzare estive se la spassano, come sempre, sulle nostre nudità roventi e sudaticce di queste notti estive in città, senza che neppure una rondine al tramonto od un pipistrello notturno le contrasti efficacemente.

Fatevi coraggio fratelli insettivori, accorrete numerosi. Nel frattempo, qua la zampa, Autan .



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) gio. 05 giugno 2003 Invia un commento all'autore
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Galateo al negativo: e le campane?

mer. 18 giugno 2003 Galateo al negativo: e le campane?


"Una multa a chiunque proferisca la parola OK; non si resta abbronzati tutto l'anno; dimenticate il tanga; mai il marrone di sera; mai le scenate di gelosia neanche in privato; mai andare in televisione", secondo Laura Laurenzi di Repubblica sarebbe una sorta di supersintesi di galateo al negativo.

Le ragioni profonde di taluni anatemi come "mai il marrone di sera" mi risultano piuttosto oscure, ma m'interesserebbe ancora di più capire se, indirettamente, risultino promossi, o meno riprovevoli, altri comprtamenti ben radicati e diffusi come l'ispezione accurata delle narici durante le soste ai semafori; lo sputo di chewing gum sui marciapidi; l'abbandono di cartaccia o di cicche sulla pubblica via o la mancata pulizia dei gabinetti di bar e ristoranti ...
Spero di no, perché in caso contrario debbo dire che preferirei di gran lunga un signore abbronzato tutto l'anno e vestito di marron anche di sera che, nonostante si lasci sfuggire di bocca qualche imperdonabile OK, mai e poi mai lascerebbe dietro di se una lurida bava di caccole, chewing gum, cicche e cartacce per non dire altro.
Nel mio inferno dei comportamenti da condannare avrei incluso, in un girone profondissimo, anche chi alza la voce e disturba rumorosamente non solo con un uso improprio degli strumenti naturali, ma anche con manufatti artificiali molto più poderosi, comprese le "festose" campane.



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) mer. 18 giugno 2003 Invia un commento all'autore
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Lunga vita al cromosoma Y

"...Dr Graves had thus predicted that the chromosome might be heading for extinction within five to 10 million years.

But Page says that the Y's full genome sequence has revealed that scientists generally had underestimated both its number of genes and its powers of self-preservation.

The team believes the Y has developed an apparently unique way of pairing up with itself. They found that many of its 50 million DNA "letters" occur in sequences known as palindromes. Like their grammatical counterparts, these sequences of letters read the same forward as backward but are arranged in opposite directions - like a mirror image - on both strands of the DNA double helix. This means that a back-up copy of each of the genes they contain occurs at each end of the sequence."

vedi: http://www.abc.net.au/science/news/stories/s884493.htm

Se la scoperta è attendibile, possiamo stare tranquilli: il povero cromosoma Y non ha milioni di anni contati, come temevamo fino a ieri, non solo, ma è una splendida galleria di specchi (palindromi).
Meno male.



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) ven. 20 giugno 2003 Invia un commento all'autore
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10 marzo 2008

...c'era in giro una siccità, quell'anno, che gli alberi rincorrevano i cani

gio. 10 luglio 2003 ...c'era in giro una siccità, quell'anno, che gli alberi rincorrevano i cani.

"Black Sunday April 14, 1935. The dust storm that turned day into night. Many believed the world was coming to an end ."
http://www.ptsi.net/user/museum/dustbowl.html

Non siamo alle tempeste di povere che fecero temere la fine del mondo ai contdini del Kansas il 14 Aprile 1935, ma pare che la crisi dell'acqua sia un problema serio anche qui da noi, negli ultimi tempi.
"Ormai la chiamano la guerra dell'acqua. Il caldo martella le regioni meridionali ormai da quasi un mese. Settimane di afa, intervallate da rapidi e rovinosi rovesci temporaleschi."
http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,183713,00.html
Mi viene in mente la vecchia battuta: "C'era in giro una siccità, quell'anno, che gli alberi rincorrevano i cani."



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) gio. 10 luglio 2003 Invia un commento all'autore
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Stonehenge rappresenterebbe una vagina

lun. 14 luglio 2003 Stonehenge rappresenterebbe una vagina

Imperituro

Secondo alcune ipotesi il sito archeologico di Stonenge non era altro che un osservatorio per studiare l'alternarsi delle stagioni, secondo altre un avamposto utilizzato dagli alieni... Ora uno studio del ginecologo Perks, pubblicato sul Journal of the Royal Society of Medicine e riportato dal quotidiano Observer, sbaraglia le ipotesi già note con una nuova tesi: Stonehenge rappresenterebbe una vagina... il varco attraverso il quale madre natura partorì piante e animali. Secondo Perks "è la visione dall'alto che non lascia dubbi: la forma è quella dell'organo sessuale della donna."

La tesi di Perks, però non convince David Miles, archeologo responsabile del sito. "...se dovevano rappresentare un organo sessuale femminile dall'alto, come faceva la gente a vederlo? In epoca preistorica non c'erano né aerei né mongolfiere"

Visto l'accanimento interpretativo inarrestabile, il cerchio misterioso dei pietroni di Quark, presentati anni fa agli italiani da Piero Angela con uno splendido servizio, sembrerebbe uno degli scherzi meglio riusciti al mondo. Infatti, a differenza delle teste di pietra fasulle di Modigliani o di tanti altri celebri falsi, l'autore dello scherzo continua mantenersi al coperto, sotto terra. Chissà che risate si sta facendo dall'oltretomba.

Ad ogni modo, una bella vagina celtica, pensata per essere fruita da sopra, gigantesca e di pietra imperitura, mi sembra il giusto bilanciamento ai troppi obelischi in millenaria erezione sparsi nel mondo classico.

Eh kekkazzo!

Strolga



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Dormi Pico! Dormici sopra

mer. 16 luglio 2003 Dormi Pico! Dormici sopra.

Un team dell'Università della Pennysylvania ha rivelato che il sonno aiuta l'organismo a consolidare la memoria delle informazioni ricevute nel corso della veglia. Quando non si riesce ad apprendere, quindi, è meglio dormire, infatti... " C'é ragione di credere ... che il sonno regoli le funzioni delle cellule cerebrali durante i processi di consolidamento della memoria". Concorda con questa teoria anche il direttore del Centro scozzese per il sonno Neil Douglas che, ripreso dal sito online della Bbc, per quanto riguarda il consolidamento della memoria mette l'accento sull'importanza delle prime 5-10 ore successive alla registrazione di nuove informazioni da parte del sistema nervoso centrale. E sulla necessità, per la maggior parte delle persone, di dormire almeno sei ore al giorno: il tempo necessario per le operazioni di riordino della memoria e dell'intero organismo."

http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,183957,00.html

Sembrerebbe, quindi che la mossa strategica di andare al primo spettacolo cinematografico e poi subito dopo a dormire la sera prima di un esame, istintivamente adottata dagli studenti più saggi, sia benedetta ora anche dalla scienza più avanzata. Anzi, in periodo d'esami, meglio ancora sarebbe studiare il giusto di giorno e andare al cine presto, vedersi un bel film rilassante che concili un sonno ricco di sogni, per poter fare un bella dormita tutte le notti. Il costume virtuoso dovrebbe essere esteso a gran parte dell'anno, visto che una buona preparazione la si ottiene con uno studio lungo e graduale.

Al contrario, la strategia dei secchioni più svergognati che studiano forsennatamente tutta la notte, per arrivare all'esame con le occhiaie, sembrerebbe giustamente condannata, come merita.

Meglio essere un po' più asino, ma fresco e con i cassettini della memoria bene ordinati che un po' più sapiente, ma con un cestone di nozioni disordinate appiccicate alla memoria con lo sputo, per dirla in termini rigorosamente scientifici.

"Meglio dormirci sopra" ha già ricevuto il suo imprimatur scientifico, non ci resta che attendere fiduciosi che il festoso evento si ripeta ben presto anche per l'altrettanto popolare: "Canta che ti passa".



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) mer. 16 luglio 2003 Invia un commento all'autore
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Meglio un secolo da leone, che un anno...

lun. 28 luglio 2003 Meglio un secolo da leone, che un anno...

Entro la fine di questo secolo la vita media dell'uomo potrebbe allungarsi notevolmente: fino ad arrivare a 180 anni, secondo alcuni esperti, sicuramente ottimisti... mentre secondo altri " L'organismo umano non è comunque fatto per superare l'attuale limite dei 120 anni , che si può considerare il limite ultimo naturale" e, stando ad Harvey Cohen della Duke University, per arrivare a 180 anni bisognerebbe riuscire a ritardare l' invecchiamento come fenomeno generale, intervenendo a livello genetico, e questa possibilità "appare improbabile per il prossimo futuro"

vedi: http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,184594,00.html

Da questo dibattito in corso fra scienziati sembrerebbe che i più pessimisti si limitassero ad una miserabile prospettiva di 120 anni. Dalla mie parti si direbbe "Ce ne fosse..." Il punto vero, però, mi sembra un altro. In che condizioni si potrebbe arrivare a quell'età? In altre parole il nostro Matusalemme medio di 120 anni sarebbe un rimbambito, debole e irresponsabile , privo di tutte quelle possibilità che costituiscono la gioia di vivere? Un sopravvissuto a se stesso, un peso per la famiglia e la società, o un individuo ancora attivo e lucido?

Soltanto a quest'ultima condizione mi sentirei di sottoscrivere come un progresso auspicabile l'allungamento della vita, senza peraltro cadere nella retorica del giorno da leone, perfino più fasulla.

Io faccio il tifo perché si diffonda la categoria "Young man senior (60-120)" in buona salute e condizioni economiche confortevoli.

Meglio una lunga vita agiata che una breve e miserevole.



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Un imperativo morale: schiacciamo i ragni maligni

mer. 30 luglio 2003 Un imperativo morale: schiacciamo i ragni maligni

“Ieri e' stato l’ultimo lunedì di lavori alla Camera dei deputati, prima della pausa estiva e i parlamentari si sono ritrovati a discutere di ragni e scorpioni. All’ordine del giorno c’e' la conversione in legge di un decreto, che vieta la commercializzazione di ragni nocivi per l'uomo.
Non sono mancate perplessità “trasversali” sulla necessità di disciplinarlo attraverso un decreto, che ha caratteristiche d'urgenza, piuttosto che, per esempio, con un disegno di legge che regolamenti l'intera materia della commercializzazione delle specie esotiche.
Ma tra le fila dell’opposizione gira con insistenza una voce. “Abbiamo letto che il ricorso al decreto e' stato dettato dalla aracnofobia del Presidente del Consiglio - dice Luigi Meduri della Margherita”

Questo ho ricavato da Il Nuovo, (http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,185056,00.html ) ma non posso esimermi dal pensare che, anche in questo caso, siano solo gl’interessi generali del paese a muovere l’attività legislativa d’urgenza della maggioranza, se non un vero e proprio imperativo morale ineludibile: schiacciamo i ragni maligni senza pieta' e dilazioni, prima che sia troppo tardi e ci privino della nostra libertà.



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Chi non sbadiglia in compagnia è un ladro e una spia

gio. 31 luglio 2003 Chi non sbadiglia in compagnia è un ladro e una spia

uahh!Chi non sbadiglia in compagnia è un ladro e una spia, potremmo dire parafrasando la nota frase che si usava da bambini quando, durante una scampagnata, ci si ritrovava a fare pipì tutti insieme ai margini di un campo di frumentone.

Benché alcuni studiosi tendano ad interpretare lo sbadiglio come una forma di lotta contro il sonno o un atto involontario per tenere desto il cervello, altri si soffermano soprattutto sulla caratteristica di ritrasmettersi rapidamente a tutti i componenti di un gruppo.

vedi: http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,185093,00.html

E' noto che lo sbadiglio si attacca facilmente e secondo taluni studiosi gli immuni al contagio sarebbero individui con scarsa capacità di mettersi nei panni altrui.

Infatti, sbadigliare per imitazione o contagio potrebbe derivare dalla necessità dei nostri antenati di coordinare i periodi di attività e di riposo. "E' importante che tutti i membri di un gruppo - sostiene lo studioso Ronald Baenninger, esperto di ricerche sugli sbadigli alla Temple University di Philadelphia - siano pronti a fare la stessa cosa in maniera contemporanea".

Insomma, sbadigliare in compagnia è una prova di empatia verso i nostri compagni, non vergognamocene, quindi, e non cerchiamo di trattenerci, sbadigliando dimostriamo semplicemente la nostra adesione involontaria al gruppo.



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09 marzo 2008

Stiamo freschi!

mer. 13 agosto 2003 Stiamo freschi!

Un'altra giornata bollente su gran parte dell'Europa centro-occidentale. Parigi "finalmente" tocca i 40 gradi; infatti mentre si rialzano le temperature anche in Germania, quelle più elevate, ancora una volta, si sono registrate in Francia, Spagna e Portogallo.
Alcuni record:
quello tedesco stabilito il giorno 9 agosto da Roth con +40.4°C;
quello britannico: il giorno 10 agosto stabilito da Gravesend, nel Kent, con +38.1°C che ha battuto di poco London Heatrow che poche ore prima aveva raggiunto i +37.9°C.
L'11 agosto fanno notizia i +40°C tondi di Parigi Orly , nuovo record per la stazione aeroportuale posta nell'hinterland meridionale della capitale francese.
Temperature elevatissime sulla fresca costa atlantica spagnola e sul nord del Portogallo, anche se Cordoba in Andalusia mantiene alta la sua fama con +42.6°C. Qui tuttavia le anomalie sono inferiori, infatti temperature di 35°C rappresentano la norma stagionale.
Tornando a nord notiamo che tutta la regione a cavallo tra Belgio e Olanda meridionali, Francia orientale e Germania occidentale sta vivendo un'anomalia climatica di oltre 10°C (considerando le temperature massime) che dura ormai da diversi giorni!
Insomma, si direbbe che ci troviamo ad osservare un'Europa unita e concorde, una volta tanto, ma è duro ammettere che l'entusiasmo per questo attesissimo evento è modesto, in questo caso.

Piazza pulita!

***
Le notizie meteo sono tratte dall'ottimo http://www.meteogiornale.it/read.php?id=6266 .
La mia rinfrescante immagine digitale è stata presa lo scorso Novembre in piazza Maggiore a Bologna.



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Cicciones de todo el mundo...

gio. 14 agosto 2003 Cicciones de todo el mundo...

el suenoNEW YORK - I ricercatori del Baylor College of Medicine di Houston hanno trovato l'origine di cuscinetti e pieghe adipose. La scoperta, pubblicata sulla rivista dell' Accademia americana delle scienze , Pnas, apre la via alla possibilità di mettere a punto farmaci di combattere sia l'obesità sia le altre malattie come il diabete. Stando alla ricerca, il gene controlla l'attività dell'enzima chiamato ACC2 (acetil-CoA-carbossilasi-2) che immagazzina i grassi…i ricercatori hanno concluso così che l'enzima ACC2 non soltanto svolge un ruolo chiave nella comparsa di obesità e diabete, ma potrebbe diventare un bersaglio di futuri farmaci in grado di controllare le capacità dell'organismo di bruciare i grassi.

Stormi di ricercatori rintanati in asettici laboratori di "grassissime" case farmaceutiche saranno già scattati nella corsa a chi arriva primo nel brevettare una nuova pillola miliardaria che inibisca la produzione di ACC2, permettendo a tutti noi di mangiare le nostre schifezze preferite senza cambiare la taglia superslim dei nostri abiti.

Nel frattempo in un angolo, derelitto e non visto, il fegato ingrossato piangerà calde lacrime, ma nessuno gli baderà troppo, salvo una squadra di ricercatori intenti ad inventare una pillola miracolosa per rimettere in forma fegati stressati.



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) gio. 14 agosto 2003 Invia un commento all'autore
"Hac re videre nostra mala non possumus; // alii simul delinquunt, censores sumus." (*)

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