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prima del 9 Aprile 2008, data di apertura di questo blog.
Da allora in poi, ne e' una replica fedele.


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19 maggio 2021

Il canale


Non alle spumeggianti acque di un torrente
Torna con nostalgia la mia mente
Ma alle placide rive di un canale
Dove da ragazzo andavo a pescare
Lasciando la bicicletta contro un pioppo a riposare

 

28 gennaio 2021

Chi l'ha visto?

 

Stanco di dormire fra due guanciali
Inforcò la bici e spinse sui pedali
Voleva sparire senza lasciare traccia
Che dimenticassero anche la sua faccia
Ma diventò famoso in rete e sui giornali

10 settembre 2020

Pompa da bicicletta

 


Con le gomme sgonfie della bicicletta
Non ti sognare di andare in fretta
Per potere tranquillo viaggiare
Entrambe le ruote devi gonfiare
Con una gloriosa pompa da bicicletta

28 settembre 2019

Orsoblu

Andava a piedi a vela o in bicicletta
Altrimenti cavalcava una motocicletta
Un guscio chiuso quattro ruote e un motore
Lo mettevano sempre di cattivo umore
Poca aria e troppo rumore 

25 settembre 2019

Paese che vai

Alle virtuose spose di Battipaglia
Piace molto lavorare a maglia
Mentre le belle ragazze di Barletta
Passano il loro tempo in bicicletta
Quelle ondivaghe ragazze di Barletta

15 agosto 2019

Con Augusto tutti in bici

Con Augusto tutti in bici


Istituite da Augusto e mai dimenticate
Le Ferie d'agosto sono ritornate
Le auto abbandonate al sole cocente
Si trasformano in un forno rovente
Mai come ora le bici sono amate

Parcheggio di biciclette in un bagno sul mare Adriatico il 15 Agosto 2019

23 luglio 2019

La mia bicicletta

La mia bicicletta



Alla mia gloriosa bici scolorita
Amica fedele di una intera vita
Tutto l'affetto e la riconoscenza
Per avermi sopportato con pazienza
Dall'alba al tramonto della mia esistenza


nella foto la mia bicicletta

23 giugno 2019

La bici folletto

La bici folletto



Alla fine degli anni Ottanta lessi in un romanzo cyber di William Gibson di una macchina a guida completamente autonoma che era in grado di venirti a prendere sotto casa e portarti con sicurezza alla destinazione semplicemente dicendole l'indirizzo a cui doveva arrivare. Mi sembrò un sogno che avrei voluto vedere realizzato prima di morire. Nel romanzo,si chiamava Hamed quel portento di tecnologia costruita a Damasco.
Ora, dopo una cinquantina d'anni, mi sembra che siamo abbastanza vicini, finalmente, alla realizzazione di una macchina dalla quale ti fai scarrozzare e, giunto a destinazione, le dici "Vai a parcheggiare e vieni a prendermi qui alle 6."
Superano però anche i miei più spericolati sogni le nuove biciclette che inventori sparsi in varie parti del mondo stanno preparando con studi convergenti .
A quanto leggo su un interessante articolo del Sole 24 Ore, UBER, la controversa compagnia odiata dai tassisti, che ora è molto interessata anche alla micro mobilità urbana, cerca proprio di trovare la soluzione per offrire biciclette che stanno in equilibrio senza un umano pedalatore sulla sella.
Questa bici-folletto dovrebbero essere in grado di raggiungere chi ne ha bisogno e l'ha invocata con un colpo di telefonino. Raggiunto il cliente, cesserebbe di muoversi in autonomia lasciando al suo temporaneo padrone il piacere di guidarla con pedalata assistita fino al raggiungimento della metà.
A quel punto la super-bici concluderebbe il suo compito ritornando in piena e solitaria autonomia nel parcheggio attrezzato in cui ricaricare le batterie e attendere la successiva chiamata.
Meglio di un tappeto volante evocato dal genio della lampada.
Non so se vedrò mai una di queste bici e avrò l'opportunità di servirmene in alternativa temporanea alla mia WANDER azzurra che cavalco da più di sessant'anni.
Certamente sarebbe stata molto utile a Marino, un ubriacone che frequentava un'osteria vicina alla casa dove passavo parte delle vacanze estive. All'ora di cena, prima di rincasare, arrivava in bici dal lavoro e si fermava a fare il pieno di lambrusco all'osteria, poi usciva e, per il crudele spasso di noi bambini della contrada che l'aspettavamo al varco, tentava di risalire sulla bicicletta offrendo uno spettacolo penoso ed esilarante: dopo una serie di sbandate e serpentine non di rado finiva a terra mentre la bici, sobria e paziente, continuava per qualche metro in autonomia prima di fermarsi, a sua volta, ribaltata sui ciottoli della strada, in attesa di essere riaccompagnata a mano nel cortile di casa.

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