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01 aprile 2014

Siamo nati per camminare



Oggi pomeriggio, nel tornare a casa a piedi dalla biblioteca, ho notato tre nuovi “alberi” di compensato nell’atrio circolare. Si tratta di espositori a forma di alberello stilizzato pensati per accogliere bigliettini di carta, fissati con una puntina da disegno.
I foglietti sono “opere” di bambini delle materne o elementari che hanno disegnato se stessi mentre camminano sotto la scritta “Siamo nati per camminare” che è, appunto, il titolo di una campagna di sensibilizzazione alla buona abitudine di muoversi a piedi, quando è possibile, fin da bambini.


nati per camminare

Molte volte i genitori accompagnano a scuola i bambini in auto, senza una vera necessità, ma con conseguenze anche molto sgradevoli per che si trovi a dover passare per le strade “bloccate” da padri e madri che scaricano o caricano il loro pargoli che avrebbero molta più voglia di camminare o di correre che di salire sul gippone parentale per arrivare in apnea nel chiuso di casa loro.
Già da decenni, nonni-volontari assistono i bambini ad attraversare le strisce nelle strade vicine alle scuole elementari e forme di reciproca assistenza possono alleviare anche l’obbligo quotidiano di accompagnare e, soprattutto, di ritirare dalle scuole materne i bimbi più piccoli che non possono andare da soli.
Spesso è solo una questione di mentalità e di organizzazione e, quindi, ben vengano le campagne che aiutano a vincere la pigrizia mentale, molte volte il solo vero ostacolo ad assumere buone abitudini.


24 marzo 2014

Vecchi giocattoli



Da un paio di settimane, sono cominciati nella biblioteca Sala borsa i lavori di allestimento di una mostra di giocattoli che un collezionista ha reso disponibili per alcuni mesi. La mostra è stata inaugurata lo scorso fine settimana, ma rimarrà aperta per mesi e avrò tutto l'agio di guardarla e riguardarla entrando o uscendo dalla biblioteca, dopo le mie consuete letture pomeridiane.
I lavori di allestimento degli spazi destinati ad ospitare i giocattoli sono stati lunghi e molto rumorosi nella fase iniziale, poi, sostituiti i falegnami con gli imbianchini e gli imbianchini con i vetrinisti, il rumore è andato diminuendo e i primi giocattoli sono comparsi in disposizioni provvisorie, in attesa di trovare casa definitivamente per alcuni mesi.
Con il telefonino sempre presente nel taschino, ho ripreso alcuni degli assetti provvisori dei primi giocattoli collocati negli stand e potrai vederli come sequenza di diapositive cliccando qui o sulla foto; infatti si trovano in rete nel mio spazio di FLICKR.

cavalli a dondolo

Prima di dare un giudizio definitivo sulla mostra, voglio aspettare di averla guardata con calma, ma la prima impressione che mi ha fatto gran parte dei giochi di legno verniciato esposti è stata di malinconia. Mi sono sembrati gli onesti rappresentanti di un'epoca dei grandi ristrettezze economiche. Giocatoli bruttini per pochi privilegiati.
Della mia infanzia, ricordo:
  • un orsacchiotto,
  • un Pinocchio snodato di legno dipinto, 
  • una frusta corta da barrocciaio con la quale fare viaggiare il frullo di legno, 
  • un bastone lungo tre spanne per far saltare un legno biconico lungo quattro dita, che nel dialetto ostrogoto della mia infanzia chiamavamo sciancol-vegna; 
  • le palline di terra cotta (3 per 1 lira), 
  • una fionda, fabbricata con le mie mani con la biforcazione di un ramo di olmo e due anelli di camera d’aria da camion;
  • il preziosissimo temperino; 
  • il pallone; 
  • il tavolo da ping pong e, soprattutto, 
  • la bicicletta, cambiata di tempo in tempo per adeguarla alle crescenti misure delle mie gambe.
Quello che contava, era giocare con gli amici al pallone o a ping-pong o correre in bici o a piedi a più non posso.
E i giocattoli? Ma?


21 marzo 2014

Sit-in?

sit-in

Che faceva oggi pomeriggio questo piccolo stormo di bellegioette seduto per terra in un angolo dell biblioteca Sala borsa di Bologna?
  1. un sit-in
  2. un mit-up
  3. un check in
  4. un breackslow
Non è il solo mistero sotto il sole, da quando stormi di turisti di provenienza dubbia hanno cominciato ad infestare portici, strade e piazze di Bologna, senza un vero perché..

18 marzo 2014

La Sala borsa di Bologna

Da qualche anno frequento nel primissimo pomeriggio la biblioteca Sala borsa che si affaccia sulla piazza del Nettuno dominata dalla grande statua di bronzo del Gian Bologna che i bolognesi chiamano affettuosamente "il Gigante". L'edificio copre una vecchia strada romana ben visibile attraverso il pavimento di vetro rischiarato da un alto lucernario.

Sala borsa Bologna

L'orario meridiano mi permette di trovare più facilmente un posto dove leggere un quotidiano o un mensile informatico fra i numerosi disponibili ad un affezionato pubblico di giovani studenti e di anziani pensionati.
I lettori di quotidiani di solito scelgono i lunghi tavoli del ballatoio del primo piano per sfogliare più comodamente il giornale, io, invece, preferisco una delle tre poltroncine circondate da piante ornamentali che si trovano all'ingresso di una sala di studio. E' un lungo locale con una dozzina di tavoli rettangolari da sei posti, lampade da tavolo e prese per il computer, frequentato quasi esclusivamente da studenti di età universitaria.

Sala borsa Bologna

Già da diversi anni era disponibile in tutta la biblioteca la rete INTERNET, riservata ai cittadini che si fossero iscritti al servizio comunale gratuito Iperbole, ma da qualche mese, dopo la tardiva e timida liberalizzazione nazionale dei collegamenti, la situazione è ulteriormente migliorata e ora è disponibile a tutti una potente copertura, per cui molti ragazzi adoperano anche i piccoli portatili personali per studiare e collegarsi gratuitamente in rete. I telefonini, invece, tacciono rigorosamente.
La compagnia silenziosissima di ragazze e ragazzi che studiano educatamente mi fa molto piacere e rende gradevole la sosta di un paio di ore, sufficienti per sfogliare un quotidiano o una rivista, prima di affrontare i 3 km e mezzo di passeggiata che mi riportano a casa sotto i portici di via Santo Stefano e, spesso, attraversando i giardini Margherita.

Sala borsa Bologna

Le immagini a corredo di questo testo sono appunto quelle della sala borsa di Bologna.




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