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09 novembre 2009

Diversità vantaggiosa

lun 09 novembre 2009 Diversità vantaggiosa

Leggo sulle BBC News che alcuni orsi neri americani (Ursus americanus) nelle isole al largo di Vancouver hanno assunto una livrea bianca per cavarsela meglio nella pesca dei salmoni : il loro pasto tradizionale per accumulare grasso in vista del letargo.
Pare infatti che, così sbiancati, risultino, almeno durante il giorno, meno visibili ai pesci dei loro colleghi tradizionalisti che hanno conservato la loro lucente pelliccia nera. Gli studiosi hanno addirittura quantificato un vantaggio del 30 % dei bianchi sui neri.

orso nero

Ursus Americanus (orso nero)

Mentre leggevo, stavano trasmettendo su “Ulisse” di Alberto Angela il famoso discorso ”I have a dream” di Martin L. King e le correlate vicende del segregazionismo negli stati del Sud americano e mi tornava in mente il bel romanzo di Philip Roth “La macchia umana” (guarda il film in streaming) in cui il protagonista, figlio di genitori negri, ma di carnagione bianca, decide di approfittare della mutazione per fare una carriera universitaria “da bianco”, ma, ironicamente, la sua origine...
Sembrerebbe, insomma, che in America, un individuo, umano o orsesco che sia, abbia i suoi bravi vantaggi dallo sbiancarsi, salvo il fatto che il nuovo presidente Obama è, invece, inequivocabilmente nero o “bello abbronzato”, come ha notato, con l’abituale acume e finezza, il nostro “lider maximo”.
Forse è ancora presto, però, per parlare di una inversione di tendenza, almeno fra gli orsi.



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) lun 09 novembre 2009 Invia un commento all'autore

05 novembre 2009

Sfortuna nera

gio 05 novembre 2009 Sfortuna nera

£ torri di BolognaMentre passavo sotto le due torri, all’uscita dal ristorante, mi sono sentito toccare una spalla e mi sono voltato a guardare chi mi seguiva. Era un tipo strano che non avevo mai visto prima. Chi fosse non riuscivo ad immaginarlo. “Buongiorno professore!” Mi conosceva? “Buon giorno a lei”. “Come sta?” “Bene grazie.” Non me la sentivo di chiedergli se ci conoscevamo; mi aveva salutato come “professore”, quindi… ma se era stato un mio scolaro ne dovevano essere passati di anni da quando se ne stava seduto dietro un banco. La faccia non mi diceva nulla, ma aveva una barba folta, incolta, già striata di grigio. Quanti anni poteva avere? Sembrava piuttosto malmesso, molto casual, per non dire uno straccione e neanche tanto pulito. Droga? Alcool? Pura e semplice sfortuna nera?

Non mi piaceva affatto pensare che proprio un mio scolaro si fosse ridotto così male. Per scacciare l’idea gli chiesi:” Come va? cosa fai?” “Sono messo male, non si vede?” “Mi dispiace. . . come mai?” Mi ero infilato in una trappola da solo. Non avevo voglia di sentire una storia lacrimosa inventata o, peggio ancora, vera, ma ormai ero preparato a sorprendermi di una serie di eventi disgraziati che avevano colpito un bravo ragazzo. Così fui quasi contrariato nell’accorgermi che non aveva niente da dirmi. Tirava al sodo: “Può aiutarmi?” “Cosa posso…” “Mi dia un po’ di soldi” Glieli diedi, ma per qualche ora rimuginai sull’incontro, cercando di scacciare il dubbio di avere incontrato un mendicante più abile del solito; mi aveva beccato al volo con quel professore al margine della zona universitaria, invece del solito capo!. Se fosse stato un mio scolaro mi avrebbe raccontato qualcosa che avrebbe ricordato i vecchi tempi. Non lo fece: meglio così, forse.
Negli anni successivi mi è ricapitato di incontrarlo in piena zona universitaria, ma ormai, professore o no, ero sicuro che si trattasse di uno dei tanti mendicanti di tutte le parti del mondo che infestano tristemente la zona centrale di Bologna.

Per fortuna, tutti gli anni, il secondo venerdì di ottobre incontro per una cena TUTTI gli studenti che portai alla maturità come commissario interno trentatré anni fa. Sono tutti vivi e, generalmente, ben piazzati. Tre di questi cinquantaduenni sono nonni e a tavola il buon umore domina sovrano.
Ricordano in modo particolarmente vivido e con allegra gratitudine quando li portai a sciare a Pian del Falco sul nostro Appennino; per molti di loro era la prima volta e così li aiutai ad allacciare i complicati scarponi dell’epoca e i maledetti attacchi degli sci di frassino, presi a noleggio sul posto.

Una bella soddisfazione per un insegnante di italiano e storia che aveva cercato per tre anni di appassionarli allo studio della storia, per non parlare di Dante, Machiavelli o Leopardi!

A volte si seminano carote e si raccolgono patate. Buone anche loro.

L'insolito scorcio delle Due Torri di Bologna l'ho ripreso dal portico di via San Vitale lo scorso settembre.



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) gio 05 novembre 2009 Invia un commento all'autore
"Hac re videre nostra mala non possumus; // alii simul delinquunt, censores sumus." (*)

23 ottobre 2009

Per orientarsi...

... chi mappa, chi cane

Bologna - San Petronio

Immagine arbitraria della facciata di San Petronio in piazza Maggiore a Bologna



28 settembre 2009

Perché, dove dovremmo parcheggiarle, invece?

lun 28 settembre 2009 Perché, dove dovremmo parcheggiarle, invece?

... perché, dove dovremmo parcheggiarle, invece?

Santo Stefano . Bologna

Facciata di S. Stefano (con bici) - Bologna



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) lun 28 settembre 2009 Invia un commento all'autore
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24 luglio 2009

Traffico


ven 10 luglio 2009 Traffico


Traffico
Troppe trappole trasportano
trucidi trogloditi tristi
in trance
trascinandoli come tronchi
di un trasporto fluviale


traffico


Il bel disegno in testa, creato espressamente per i versi, è di Emilia. Muchas gracias.

03 giugno 2009

Google wave

mer 03 giugno 2009 Google wave

Ho appena finito di guardre la lunga dimostrazione (un'ora e venti!) di Google Wave il nuovo prodotto, ancora in fase di avanzata costruzione, che ha l'ambizione di rendere più facile e naturale comunicare fra membri di un gruppo di discussione o di lavoro, fra amici o generici utenti della rete che ora usano la posta elettronica, la messaggistica istantanea, i blog ed i cosiddetti prodotti di "social network" come Twitter e Facebook per tenersi in contatto fra di loro, non solo con i computer, ma ora anche con i telefonini di ultima generazione.

Il prodotto, come tutti quelli che si propongono di razionalizzare e ordinare una struttura nata nel corso di decenni in modo spontaneistico senza un piano globale, è encomiabile, almeno nelle intenzioni. Stando alla dimostrazione, Google Wave semba sulla buona strada, soprattutto perché si annuncia come un prodotto aperto che si offre agli sviluppatori perché possano migliorarlo e integrarlo ad altre applicazioni e aggiungervi funzioni particolari sotto forma di gadget. L'aspetto che ho apprezzato di più, fin da questa versione preliminare, tuttavia, è la sua natura di "colla" capace d'integrare i molteplici prodotti già esistenti e farli convivere collaborativamente come fossero parte di uno stesso progetto originario.

E' ormai un quindicennio che il pubblico sente una forte esigenza d'integrazione fra i prodotti che gli servono per il lavoro o per lo svago. A questa domanda le grandi software house hanno tentato di rispondere, almeno parzialmente nel settore della produzione di documenti, con le costose suite monomarca come Microsoft Office, in competizione con altri prodotti analoghi come prestazioni e costi, venduti da altre case, affiancate da un solo prodotto gratuito: Open office.

L'altra possibile risposta all'esigenza d'integrazione è un prodotto "colla" che riesca a far convivere armoniosamente sotto lo stesso tetto/interfaccia prodotti già esistenti, pensati per svolgere un solo compito in solitudine. Non si tratta di un'idea nuova, ma Goggle Wave, con il suo codice aperto e la sua vocazione ad accogliere suggerimenti, miglioramenti e integrazioni dal vasto popolo degli sviluppatori si propone proprio come una potente colla di buona qualità nel settore della comunicazione, ora in un momento di disordinata crescita esplosiva. Ben fatto!

Qui sotto puoi vedere la presentazione di Google Wawe fatta dai suoi autori: Jens e Lars Rasmussen



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) mer 03 giugno 2009 Invia un commento all'autore
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19 maggio 2009

Google trike esplora le cittè d'arte

mar 19 maggio 2009 Google trike esplora le cittè d'arte

Piazza MercanziaQuesta brutta foto di piazza della Mercanzia è ritagliata dall'immagine StreeyView di Goggle maps, ma la Google Car non ha potuto inoltrarsi in via Santo Stefano (al centro della foto) perché pedonale cento metri più avanti, precludendosi la possibilità di mostrare al mondo piazza Santo Stefano: uno degli angoli più belli, suggestivi e visitati dai turisti di passaggio a Bologna.
Presto questa lacuna sarà superata, infatti Google ha trasferito su di un triciclo l'ingombrante attrezzatura usata per le riprese destinate a completare la streetview delle zone pedonali delle città d'arte europee. Il triciclo sta già percorrendo le aree pedonali di Roma; nella foto qui sotto lo vediamo parcheggiato davanti alla fontana di Trevi a Roma, resa famosissima, a partire dal 1960, anche dal bagno notturno di Anitona, nel capolavoro di Fellini "La dolce vita". Clicca qui per vedere il triclo in azione intorno alla fontana



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) mar 19 maggio 2009 Invia un commento all'autore
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AirPod MDI 2009

mar 19 maggio 2009 AirPod MDI 2009

AirpodNon è la prima volta e forse non sarà neppure la volta buona, ma l'AirPod MDI 2009: il curioso modello di auto ad aria compressa presentato in questi giorni sembra possa funzionare come veicolo per città (chiamarla proprio auto a me sembra esagerato).
Senza motore a combustione e senza motore elettrico, va ad aria compressa e fa il rumore di un compressore, proprio quello che ascoltiamo dal gommista quando aspettiamo che ci cambino le gomme usurate.
I progettisti hanno scelto un guscio vistoso e anticonvenzionale per proteggere i 3/4 passeggeri da pioggia e vento e adottato ruotine sottilissime come quelle delle auto di Stanlio e Olio per diminuire gli attriti. Con un euro fa il pieno d'aria -la sua benzina- e dovrebbe costare intorno ai 4000 euro, non richiede patente di guida per auto, essendo equiparata ad un ciclomomotore e dovrebbe poter viaggiare nelle aree urbane precluse al traffico inquinante.
Naturalmente l'aria compressa non sgorga in natura e un po' di energia di qualche genere bisognerà pur impiegarla per comprimere l'aria, ma forse non è poi tanta. Vedi qui sotto il filmatino, molto informale, di persentazione dei prototipi nell'attuale fase di sviluppo.



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) mar 19 maggio 2009 Invia un commento all'autore
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08 maggio 2009

Kindle DX

gio 07 maggio 2009 Kindle DX

L'attesa terza serie dello strumento di Amazon per leggere libri e giornali è uscito oggi con il nome di KINDLE DX, il dx sta per de luxe. E' stato presentato in pompa magna (si fa per dire) dal padrone di Amazon: Jeff Bezos in persona, in tenuta appena un po' più formale degli abituali jeans e maglietta scura (sempre gli stessi?) che lo snobbissimo Steve Jobs indossa nelle grandi occasioni pubbliche. Non sappiamo se il guru della mela morsicata indossi una elegante dinner jacket quando cena in casa.

Nel video qui sotto vedi una completa presentazione delle caratteristiche del nuovo oggetto che, pertanto non sto a ripetere. E' indubbiamente un bel pezzo di... hardware con la sua possibilità di leggere chiaramente, anche in pieno sole, i prestigiosi giornali a cui ci si può abbonare o i tremilacinquecento libri che è in grado di contenere simultaneamente e che si possono acquistare (a 9,90$ ?) fra le centinaia di migliaia presenti nel catalogo Amazon. La maggiore dimensione e la migliore risoluzione permettono una efficace rappresentazione di pagine con figure e grafica; la possibilità di ascoltare con le cuffiette i testi, letti da una voce sintetica, non è certo gradita soltanto ai ciechi, per i quali è una manna; la presenza dell'Oxord dictionary per schiarirsi le idee al volo sulle parole più insolite e quella di Wikipedia sono tutti bonus da non trascurare affatto, ma... ovviamente qualche ma c'è, soprattutto per i non anglofoni residenti negli USA. Il prezzo è imparzialmente negativo per tutti: quasi 500 $. A questo si aggiunga che, per ora (non flagelliamoci dicendo per sempre) i soli giornali e riviste disponibili sono americani e, soprattutto, la linea telefonica per scaricare testi e giornali è fornita da una compagnia americana, che segue standard incompatibili con quelli normali in Europa.

Insomma, festeggiamo pure il nuovo Kindle, per simpatia verso i lettori americani, anche se sembra proprio che noi non tocchi neppure un posto di seconda fila, dietro gl'invitati d'onore. Chissà se un pool di editori nostrani proverà a rischiare qualcosa per non rimanere sempre più marginale in un mercato editoriale che meriterebbe qualche svecchiamento. Le compagnie telefoniche, così solerti nelle battaglie promozionali ingannevoli, non vogliono proprio partecipare ad un mercato che non è solo quello dei tremila "Ti amo. Mi ami?" al mese?
In barba alle deprimenti statistiche, i super-lettori in grado di sgranocchiarsi anche un paio di libri alla settimana, che hanno gli scaffali pieni (e non solo quelli) ci sono anche da noi: basterebbe guardare le lunghe file che si formano al bancone dei prestiti dopo i ponti festivi nella biblioteca della "Sala borsa", qui a Bologna.
Tema più delicato, ma pur sempre interessante, è quello dell'editoria scolastica e universitaria. Non dubito che editori potenti e lungimiranti come Zanichelli, guardino con qualche interesse ai possibili sviluppi di una nuova forma di pubblicazione dei loro testi, armonizzata con la pubblica istruzione e le Università, purché garantisca ragionevoli guadagni e Kindle sembra avere le caratteristiche per assicurarlo, come dimostra l'adesione di grossi editori americani e mega-librai come Amazon. Vedremo.



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) gio 07 maggio 2009 Invia un commento all'autore
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06 maggio 2009

Wolfram Alpha

mer 06 maggio 2009 Wolfram Alpha

Mentre molti media se la spassano parlando del secondo divorzio di Berlusconi, mi sono divertito ascoltando in podcast la conferenza di Stephen Wolfram in cui presenta Wolfram Alpha, il «motore computazionale della conoscenza», introdotta da un sintetico pezzo di Luca De Biase su Il sole 24ore.
Il 49enne fisico americano ha cercato di mostrare cosa si potrà fare con il suo nuovo motore di ricerca, di spiegarne l'ambito di lavoro e la filosofia di progettazione. La conferenza di un paio d'ore è interessante e merita di essere integrata con un ulteriore ascolto di stralci esemplificativi (vedi qui sotto)i in cui, in modo piuttosto sgranato e illeggibile, si vedono le schermate che Wolfram Alpha spara sullo schermo in risposta alle domande digitate a mo' di esempio da Wolfram stesso durante la conferenza. Per certi aspetti, si può, pertanto, collocare questo lavoro nel filone del “web semantico” che sta raccogliendo tanto interesse fra gli sviluppatori del web di domani, ma non è solo questo.
Alle fine del giro, la cosa che mi è risultata più chiara è che non si tratta certo di un concorrente di San Google e simili, ma si propone di rispondere a domande in ambito scientifico, prevalentemente, "calcolando al volo" la risposta, fondandosi sulla vasta base di dati in possesso del sistema e su di un ambiziosissimo motore di calcolo che si sforza di "capire" i dati che possiede per metterli in relazione fra loro e rispondere "a tono" al quesito a cui è sottoposto, mentre i motori di ricerca attuali non fanno che selezionare "alla cieca" i dati, grossolanamente pertinenti, che corrispondono al termine ricercato.

Wolfram ha raccontato che sono trascorsi una ventina d'anni da quando ha iniziato a lavorare all'idea e alla sua realizzazione e ha sostenuto, inoltre, che il motore sarà disponibile a tutti noi mortali fra poche settimane; inutile dire che la curiosità d'interrogare il cervellone è notevole. Vedremo.
La complessità del problema è tale da suscitare una certa prudenza, ricordando anche i miliardi di dollari spesi in ricerche sull'intelligenza artificiale con miserrimi risultati e, ad altro livello, il clamoroso flop del PROLOG, un linguaggio che doveva soppiantare negli anni '80 i linguaggi di programmazione del tempo (e di oggi) grazie alla sua intelligenza che, ancora una volta, si fondava su di un motore inferenziale capace di interagire con i dati in suo possesso e "imparare" in base ad una logica di prova/errore: quella stessa che tutti noi usiamo quando impariamo a lasciare stare la braci roventi, dopo esserci scottati le dita una prima volta.

Vada come vada, tutta la mia ammirazione ad un uomo che ha tentato di realizzare un progetto così ambizioso e utile per l'intera umanità, invece di perdere il suo tempo alla ricerca di popolarità a tutti i costi, circondato da belle gioie plaudenti alla sua eterna giovinezza.



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) mer 06 maggio 2009 Invia un commento all'autore
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05 maggio 2009

Quinto mese

mar 05 maggio 2009 Quinto mese

Il 25 aprile scorso è stata una bella giornata; un bel sabato di sole in questo mese piovoso, così ci siamo trovati al mare per festeggiare il compimento del quinto mese del nipotino Alessandro che, per l'occasione, sperimentava allegramente i suoi primi borbottii e vocalizzi.

Come ogni sabato, al Lido degli Estensi, nella contea di Comacchio si teneva il mercatino settimanale di frutta, verdura, chincaglieria varia, scarpe, borse, vestiti e cineserie elettroniche e no. Qui sotto trovi un filmatino in formato flash ricavato dalle foto scattate al volo, mentre gli ambulanti smobilitavano rapidamente, con l'abituale efficienza rilassata, per andare a pranzo all'ora canonica, come tutti.



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) mar 05 maggio 2009 Invia un commento all'autore
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