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prima del 9 Aprile 2008, data di apertura di questo blog.
Da allora in poi, ne e' una replica fedele.


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08 febbraio 2014

La mostarda cremonese

Ieri pomeriggio, dopo avere attraversato diagonalmente Piazza Maggiore vuota, ho imboccato, come faccio spesso via Clavature che è forse la strada principale del vecchio mercato nel quadrilatero romano di Bologna.
Dai tempi della mia infanzia la strada ha subito numerose ingiurie che l'hanno profondamente trasformata, ma per fortuna all'angolo con via Drapperie rimane ancora la magnifica salumeria Melega che espone in vetrina anche una grande coppa di mostarda cremonese.
Quando passo davanti a questa meraviglia di colori non posso fare a meno di notare quanto sia vuota o piena, perché, ovviamente, il contenuto è fluttuante e viene rincalzato con nuova mostarda quando il livello si è abbassato per le vendite. Ieri era bella piena e per questo l'ho fotografata ancora una volta con il telefonino. E' l'immagine che accompagna questo testo.

mostarda cremonese

La mostarda cremonese, come è noto, è frutta intera candita e speziata che veniva associata, solitamente, al bollito misto: un piatto tradizionale emiliano ormai in declino che un tempo era un sostanzioso secondo domenicale dopo i tortellini in brodo che, appunto, venivano cotti nelle ricco brodo di manzo e cappone, sempre presenti fra gl'ingredienti del bollito misto.
Oggi sono pochissimi i ristoranti che offrono ancora il carrello bollente di vapore con una ricca scelta di carni bollite. Fra queste non potevano mancare il manzo, il cappone, lo zampone, la testina, la lingua di bue, il cotechino o il cappello da prete. Imprescindibile poi, era la salsa verde a base di prezzemolo e olio e altri ingredienti secondari, più o meno segreti ed esclusivi.
  

05 febbraio 2014

Il MAST di Bologna

Oggi, subito dopo pranzo siamo andati a visitare il MAST che è "Un centro polifunzionale a disposizione dei collaboratori del gruppo Coesia (gruppo industriale attivo nei segmenti delle macchine automatiche avanzate, delle soluzioni di processo industriale e degli ingranaggi di precisione) e della comunità bolognese e offrirà vari servizi che includono: uno spazio espositivo, un auditorium, un'accademia per l'innovazione e l'imprenditorialità, un nido per l'infanzia, un wellness centre, un ristorante aziendale e una caffetteria."
MAST
Si era letto sui giornali della sua inaugurazione alla presenza del primo ministro, ma con la colpevole assenza del sindaco di Bologna, qualche mese fa. In realtà, il progetto non è stato ancora completato, ma quello che si può vedere già oggi è un notevole esempio di architettura moderna e di lungimiranza industriale.
40 milioni di euro ben spesi, si potrebbe dire, in un quartiere povero della periferia occidentale di Bologna caratterizzato da una curiosa toponomastica che ricorda le origini romane della nostra civiltà con via Valeria, Pomponia, Camonia, Lemonia, Egnazia, ecc.
L'apparato di sicurezza è imponente quanto l'edificio ed i suoi contenuti espositivi, quasi si trattasse di custodire un mostra di dipinti leonardeschi.
L'accoglienza è affidata a giovani hostess gentili e competenti che valorizzano il contenuto espositivo: pannelli che rappresentano aspetti interessanti della produzione di punta del gruppo industriale Coesia, leader mondiale del packeging, e gruppi tematici di fotografie industriali appartenenti alla collezione del gruppo industriale.
Sia i pannelli e le attrezzature dimostrative delle macchine impacchettatrici, sia la bella collezione di fotografie in bianco e nero e a colori meritano una visita negli spaziosi modernissimi saloni. In particolare, la fotografia industriale è molto ben rappresentata con esempi che provengono da tutto il mondo e mostrano diverse età della produzione industriale, da quella fumosa e tetra dell'inizio del novecento a quella contemporanea luminosa e iperobotizzata.
Il MAST di Bologna, con il suggestivo nome che mi ricorda letture giovanili marinaresche (Two years before the mast di R. H. Dana) vale sicuramente una visita già ora, prima del suo completamento.

04 febbraio 2014

Il museo del patrimonio industriale di Bologna

Domenica 2 febbraio siamo andati a visitare per la prima volta il museo del patrimonio industriale di Bologna. Ci sarebbe piaciuto accompagnare alla visita anche nostro nipotino Alessandro ma il destino non volle così, come dice la canzone.
Il museo è stato realizzato dal Comune nella vecchia sede della fornace Galotti dove si trovava un forno Hoffmann a fuoco continuo...
forno hoffmann
che ora ospita in modo molto suggestivo varie macchine e attrezzature industriali e, al suo esterno, una collezione di campioni di manufatti ornamentali in terracotta che produceva la fornace e sono tuttora ben visibili sulle facciate di diversi palazzi bolognesi del centro della città.
terre cotte
In questi giorni, è presente una collezione di giocattoli della ditta Giordani, generalmente in buono stato di conservazione. Forse le più divertenti sono alcune macchinine a pedali di varia foggia ed epoca.
giocattoli Giordani
triciclo
Naturalmente, però, la parte più interessante è costituita dalle poderose attrezzature per filare la seta, quando la forza motrice di questi imponenti macchinari era l'acqua, sapientemente canalizzata in modo da spingere con sufficiente potenza e velocità i numerosi mulini delle fabbriche tessili.

In questi opifici si produceva il filato di seta, ricavato da allevamenti locali di bachi, con il quale si tesseva, prevalentemente, il famoso velo di seta bolognese come si vede bene nel ritratto che Guido Reni fece a sua Madre.
Guido Reni madre

Un bel documentario all'ingresso del secondo piano illustra con chiarezza la grande importanza della rete di canali che doveva caratterizzare la fisionomia di Bologna, prima che l'energia elettrica soppiantasse completamente quella idrica come forza motrice dell'industria bolognese, e non solo.
I numerosi canali che solcavano la città a cielo aperto, ricavavano l'acqua dai fiumi Savena e Reno e si prestavano a diverse altre attività, la più importante delle quali era quella dei trasporti fluviali. Proprio i canali permettevano alle merci bolognesi di raggiungere, attraverso il Po, Venezia, e di lì, il vicino oriente che si affaccia sul Mediterraneo.
Molto interessanti sono anche le macchine che rappresentano gli antenati di quelle impressionanti diavolerie automatiche per la confezione e l'impacchettamento di qualsiasi tipo di merce che hanno fatto di Bologna la capitale mondiale del "packeging".
Commovente la prima "tortellinatrice".
Interessanti anche alcuni vecchi esemplarii dell'industria motoristica bolognese (Osca,Minarelli, Ducati...) le preziose penne Omas e molto altro. Qui sotto una Osca 1600
osca 1600

È stata una visita molto gradevole, oltre le attese.

01 febbraio 2014

Se non è zuppa...

In questo nostro mondo ultra sprecone
che butta il pane secco nel bidone
"Se non è zuppa è pan bagnato"
ha perduto il chiaro significato
che aveva fino al recente passato

zuppa di pane

Guarda la versione animata su Youtube

31 gennaio 2014

Una gelida conclusione

E' inaudito che un orso polare
oltre che sentire possa parlare
ma ero presente a una discussione
dominata autorevolmente dal fiero bestione
e terminata con un gelida conclusione

orso polare

Guarda la versione animata su Youtube

30 gennaio 2014

Le colombe del Papa

Due colombe della pace appena liberate
nel cielo grigio in volo si sono alzate
ma un gabbiano ed un corvo le hanno ghermite
sotto gli occhi delle folle atterrite
per l'infausto presagio sorprese e smarrite

colombe del Papa


La mia quercia

La mia quercia non è un esile alberello
lo stentato rifugio per qualche uccello
ma una solida monumentale struttura legnosa
a sostegno di una vasta chioma ombrosa
La personificazione del termine ALBERO BELLO

quercia


27 gennaio 2014

La cartolina

Ho ricevuto una cartolina illustrata
da uno sconosciuto che l'ha mandata
per contestare un mondo ostile
con un gesto gratuito e gentile
da persona sensibile e garbata

Cartolina



26 gennaio 2014

Il codino

Notoriamente simile al genere umano
è il grosso maialone rosa nostrano
Un solo aspetto non può essere imitato
il suo corto codino arricciolato
Tutto il resto lo abbiamo già copiato




Il cipresso

Se io fossi il dodicesimo cipresso del viale
che dalla strada porta fino al casale
vorrei avere sulla corteccia un cuore
a ricordo di un antico grande amore
ormai svanito e cancellato da ogni altrove

cipressi


25 gennaio 2014

Indovinello: Occorre un tempo...

Occorre un tempo per andare
lo stesso tempo per tornare
ma se non ti vuoi fermare
le gambe avanti devi slanciare
Che cosa è prova a indovinare

parco-giochi

Guarda la versione animata su Youtube

24 gennaio 2014

L'ombra infedele

Ho conosciuto un'ombra indipendente
che si aggancia alle spalle della gente
e approfittando dell'assenza del sole
segue soltanto chi vuole
passando dall'uno all'altro infedelmente



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