In questo sito appare una selezione di blogspot già apparsi sul
mio
blog personale
prima del 9 Aprile 2008, data di apertura di questo blog.
Da allora in poi, ne e' una replica fedele.


Mie foto su Flickriver

kilpoldir - View my most interesting photos on Flickriver

13 giugno 2021

Come le oche in volo

 

Arbitrario è il filo che percorre la vita
Di certo sappiamo solo che è finita
Nessun uomo agisce per se solo
Come le oche in cielo durante il volo
Un legame fraterno ci unisce nessuno è solo

12 giugno 2021

Usato raro

 


Dei vecchi libri amava la consunta copertina
La vecchia carta polverosa e giallina
E perfino le note a margine e le sottolineature
Sopportava le macchie e le striature
Pur di aggiungere qualche perla alle sue letture

11 giugno 2021

La bestemmia

 

La bestemmia gira e gira...
Torna in testa a chi la tira
Questa sentenza arcana e minacciosa
Era in un chiesa vuota e silenziosa
Vorrei conoscere chi prendeva di mira

10 giugno 2021

Troppo

 

Intossicato dall'orda di metafore spericolate
Stordito dal frastuono d'iperboli esagerate
Butto' il libro fra le carte da bruciare
Neppure la cenere ne doveva restare
Per non correre il rischio di ricordare

09 giugno 2021

Aritmia

 

Il tempo scorreva in modo innaturale
Con un ritmo insolito e disuguale
Alle pause seguivano improvvise accelerazioni
Ora annodato ora disteso in lucide allucinazioni
Ora euforico ed esaltante ora cupo e mortale

08 giugno 2021

Resilienza



  • Ti sei messo anche tu a sparare terzine dantesche a tradimento?
  • Io no, ma ho notato che va molto di moda, peggio della rucola.
  • ... e dei virologi. Alla fine della pandemia sarà un bel problema farli rientrare nei cassetti dove stavano prima
  • Ho sentito che alcuni vogliono mettersi a cantare per farsi vedere ancora in televisione
  • Nudi e crudi, senza mascherina faranno un po' impressione
  • Fortunatamente ci sono sempre i canali che mostrano le macchine che fabbricano le molle
  • Il massimo della resilienza. Se fossi in Draghi adotterei una molla come logo del suo piano di resilienza.
  • Non può mica fare come gli pare. Ci vuole un comitato di almeno 12 esperti per decidere.
  • Invece vedrai che adottano una terzina dantesca, ci scommetto.
  • Virologi permettendo...

 

07 giugno 2021

La stima

 

Mio giovane amico sconsiderato
Non sai che guaio hai combinato
La fiducia e la stima della gente
Si conquista molto lentamente
Ma per perderla basta un niente

06 giugno 2021

Il cortile

 

Era soltanto un cortile quadrato
Con sassi di fiume per selciato
Un grande fico s'inerpicava
Su di un muro e lo sgretolava
Un paradiso per il bimbo che ci giocava

05 giugno 2021

Il nuovo

 

Di fronte al nuovo si tuffava nella memoria
Ne cercava un precedente nella storia
Senza stupore istintivamente lo cercava
Nell' impronta indelebile che il passato lasciava
Di un ricordo inespresso di un'entità illusoria

04 giugno 2021

A nuova vita

 

Nella vecchia casa nei vuoti appartamenti
Da tempo abbandonati dagli esseri viventi
Anche le tappezzerie consunte ed annoiate
Attendono sbiadite smunte slavate
Di esser finalmente smontate e riciclate

03 giugno 2021

Al savor


I vasetti che erano destinati a contenerlo erano una legione straniera.
Qualsiasi provenienza, taglia ed originale vocazione erano accettati.
Tutti, alla fine, avrebbero condiviso, in ordine sparso, lo stesso contenuto e la stessa destinazione: uno stretto scaffale nel cantinino dell'aceto.
Era un piccolo locale che si affacciava sul cortile dove si aprivano le porte delle altre cantine e della grande lavanderia.
Fino al momento in cui i vasetti sarebbero rientrati in casa per essere svuotati del loro prezioso contenuto durante l'inverno, avrebbero condiviso la stessa aria profumata d'aceto con le spesse bottiglie nere di lambrusco e le tre botticelle che contenevano il prezioso aceto di famiglia e sprigionavano il profumo.
Erano tre piccole botti di misura decrescente nelle quali maturava nel corso degli anni anni l'aceto che si consumava da generazioni in famiglia.
Il rito annuale dell'aceto, s' iniziava con il travaso del contenuto della botte mediana nella più piccola dalla quale, e solo da lei, si sarebbe spillato dall'alto il profumato liquido rosato pronto da portare in tavola.
Ogni anno d'invecchiamento rendeva l'aceto più forte e ne dimezzava il volume.
Dopo aver travasato il giovane aceto di un anno, ormai dimezzato, dalla botte grande in quella mediana appena svuotata, si poteva completare il rito versando lentamente una trentina di litri di vino bianco secco nella botte maggiore.
Tutti i travasi si svolgevano spillando, con devota circospezione, il liquido dall'alto attraverso il foro superiore,
Dorante l'operazione, era importante non turbare la preziosa madrama, depositata sul fondo di ciascuna botte, che avrebbe trasformato, con lenta maturazione, il vino bianco in un aceto rosso, forte e profumato.
In compagnia di così nobili e longeve presenze, i piccoli vasetti avevano una vita breve, ma non certo meno apprezzata, almeno da me.
Infatti, contenevano il “sapore", "savor" in dialetto emiliano.
Era una cremosa confettura dal colore bruno non troppo dolce da spalmare su di un crostino di pane o usare come ripieno in una croccante crostata.
La sua preparazione avveniva negli ultimi struggenti giorni di settembre alla fine delle lunghe vacanze estive, durante la vendemmia del lambrusco: l'uva da vino e da mosto delle nostre parti.
Anche io avevo partecipato alla vendemmia raggiungendo al tramonto il podere di famiglia a Fossoli, dove avevamo bei filari di vite sostenuta da olmi, secondo la tradizione secolare rispettata nelle nostre campagne.
All'ora di cena, quando ero bambino, Luisa ed io tornavamo a casa con un fiasco di latte tiepido appena munto, e una sporta d'uva appena vendemmiata.
I grappolini, ancora tiepidi di sole, erano dolcissimi da mangiare a morsi sporcandosi la faccia del loro succo zuccheroso, ma bisognava lasciarne per fare la sapa.
La sapa, saba in dialetto, è uno sciroppo denso, molto dolce e dal colore scuro che può essere bevuto diluendolo nell'acqua oppure, allo stato puro, può essere usata per dare un sapore delizioso alla neve raccolta in una tazza, quando è ancora bianchissima e soffice, appena dopo una nevicata.
Per ottenere la saba bisogna fare bollire per ore il mosto fino a quando il suo volume iniziale non si è ridotto di due terzi.
A questo punto, mentre è ancora calda, anziché imbottigliarla, si può adoperarla per preparare il savor aggiungendovi cubetti di pere, mele cotogne, mele, scorzette di limone e arancio seccate e gherigli di noce sminuzzate.
Il preparato deve continuare a bollire per ore fino ad ottenere una confettura densa e scura pronta per essere trasferita, ancora calda, nei vasetti di vetro.
Fortunatamente, al bambino di casa restava da raschiare il fondo del grosso tegame sul quale si era attaccato un velo un po' bruciato di savor ancora caldo e squisito: il sapore delle vacanze ormai finite e del malinconico ritorno nella grande città.

01 giugno 2021

Chi ha tempo...


  • Secondo te è troppo tardi o siamo ancora in tempo?
  • È indelicato se ti chiedo per far cosa?
  • Dicevo così in generale.
  • Ah be' allora, chi ha tempo non aspetti tempo.
  • Di tempo ne ho finché vuoi e poi a me aspettare non è mai piaciuto.
  • Neanche a me e poi in attesa il tempo non passa mai.
  • Infatti, lo dicevano sempre anche gli antichi greci
  • Ma che sia vero che han detto tutto quello che gli attribuiscono?
  • Vallo a sapere . E' un po' apotropaico o apocalittico come l'incendio di Alessandria dove è andato arrosto tutto quello che si sapeva fino ad allora.
  • Adesso non potrebbe capitare, il nostro sapere è tutto on-line. L'aria fritta non può andare arrosto.
  • Bisogna che ci pensi, ma intanto si è fatto tardi, bisogna che vada.
  • Giusto, non farti aspettare, sarebbe indelicato. 

Archivio blog

Etichette

Visualizzazioni totali

statistiche